Agricoltura. Dopo 30 anni il COI torna a riunirsi in Italia mettendo il nostro Paese al centro dell’attenzione internazionale

“Conclusi gli Stati generali dell'olivicoltura, organizzati a Siena dal sottosegretario al Masaf, senatore Patrizio La Pietra, è iniziata la riunione del COI, Comitato consultivo dell'olio d'oliva e delle olive da tavola, al quale prendono parte delegazioni italiane e internazionali di tutti i principali Paesi produttori olivicoli dell'area del Mediterraneo e non solo. A trenta anni dall'ultima edizione l'Italia torna quindi al centro dell'attenzione del settore olivicolo internazionale, dando un segnale forte di volontà di rilancio del settore. Un evento di fondamentale importanza che il sottosegretario La Pietra ha così commentato nel suo intervento davanti alla platea e al direttore del Coi, Jamie Lillo: “durante i lavori degli Stati generali dell'olivicoltura abbiamo letto un passo dello statuto della città di Siena, risalente al ‘400, nel quale si fa riferimento all'agricoltura e all'importanza dell'olio di oliva.

Basterebbe già a dare il senso di quanto questo territorio, la Toscana e tutta l'Italia abbiano una storia fortemente legata alla coltivazione e alla produzione dell'olio, che non mi stancherò mai di ribadire come non vada considerato un semplice condimento, bensì un magnifico alimento, che racchiude in sé valori alimentari, gastronomici e culturali, che hanno il gusto ineguagliabile di una storia unica al mondo. Venendo al presente confido che dai lavori odierni e dai prossimi impegni che ci attendono si possa trovare le soluzioni utili ad affrontare una situazione che si prospetta complessa per il comparto, così come lo è stata negli ultimi anni, non solo per l'Italia. Dobbiamo tutti insieme riuscire a far apprezzare alle persone – ha concluso il sottosegretario La Pietra – il valore e la qualità di questo prodotto, concentrandoci sull'importanza della sostenibilità, che intendo a 360 gradi, quindi dal punto di vista ambientale e anche in termini economici per i nostri agricoltori, perché questa è la missione che ci deve accomunare nel progettare il futuro del settore”.

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