Aiuti umanitari: Maduro vuole chiudere i confini con il Brasile

La situazione interna venezuelana sembra aver raggiunto un ulteriore grado di esasperazione: il Presidente (più o meno riconosciuto a livello internazionale) Nicolas Maduro ha dichiarato che giovedì notte chiuderà i confini con il Brasile, affinché si ponga fine ad una parte di quegli aiuti umanitari che provengono dall’estero.

Ancora una volta Maduro ha negato, contro qualsiasi evidenza, l’esistenza di una crisi nel suo Paese, sottolineando come i molteplici aiuti umanitari facciano parte di un piano strategico ben orchestrato dagli Stati Uniti, i quali avrebbero il solo scopo di controllare, in maniera più o meno diretta, lo stato del Venezuela ( il quale, va ricordato, risulta essere uno dei paesi più ricchi al mondo, nonostante le vicissitudini che lo affliggono da decenni).

Per tutta risposta, Juan Guaidó ha deciso di guidare un convoglio di bus da Caracas fino ai confini con il Brasile, come azione di contro la decisione di Maduro e con la speranza di raccogliere quanto più cibo e medicine possibili.

Inoltre, è facile intuire il perché Maduro si stia schierando contro il vicino brasiliano. Infatti, quest’ultimo è presente tra i Paesi che hanno riconosciuto Guaidó come legittimo presidente ad interim fino a nuove elezioni, ed inoltre collabora con gli Stati Uniti ad un’iniziativa umanitaria proprio in favore del popolo venezuelano.

Ciò che però in questa situazione risulta ancora più difficile da comprendere (e per certi versi potremmo dire grottesco) è perché Maduro nonostante continui a sostenere pubblicamente l’inesistenza di una forte crisi interna al Paese, al contempo abbia felicemente annunciato proprio questa settimana che l’alleato russo provvederà ad inviare aiuti umanitari al Venezuela per un totale di 300 tonnellate.

Stante quest’ultima azione intrapresa da Maduro, non ci resta che domandarci se si possa effettivamente considerare come legittimo capo di stato un uomo del genere. Un uomo che rifiuta di ammettere la realtà che sta drammaticamente vivendo il Paese che dovrebbe guidare. Un uomo che impedisce al popolo venezuelano di ricevere qualsiasi forma di aiuto per sopravvivere. Un uomo che in nome di una qualche ideologia ammette e permette la morte di migliaia di persone.

Il compito di chi si trova alla guida di un Paese dovrebbe essere esclusivamente uno: garantire, sempre e comunque, un livello di stabilità, e benessere adeguato ai propri cittadini.

Dovrebbe, semplicemente , essere dalla parte del popolo. E quindi, in un futuro che si spera sarà il più vicino possibile, non potremo che appoggiare chiunque si proporrà di realizzare tale arduo nella realtà odierna del Venezuela.

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