Altro che Trump, il vero «bagno di sangue» lo stanno facendo i mezzi d’informazione

Che Donald Trump sia il leader più travisato della storia moderna è evidente a chiunque non indossi i paraocchi di sinistra e media mainstream. Ciò che sentiamo e leggiamo su di lui è quasi sempre falso, o comunque parzialmente vero. Se volessimo avventurarci a realizzare una raccolta di tutte le fake news circolate sul suo conto impiegheremmo anni, perché ogni giorno chi dovrebbe informare non solo non verifica la fondatezza di ciò che pubblica ma, molto spesso, utilizza solo la parte di verità necessaria a sostenere la sua narrazione di parte. Per comprendere gravità e diffusione del fenomeno, ti invito ad andare su Google e cercare “Trump bagno di sangue”.

Come vedrai, sarai sommerso da una valanga di titoli il cui messaggio è che Trump evocherebbe un «bagno di sangue» nel caso in cui non venisse rieletto, accompagnate da analisi catastrofiche e collegamenti con il 6 gennaio, la deportazione di immigrati, una guerra civile, l’invasione degli alieni e chi più ne ha più ne metta. Peccato che sia tutto clamorosamente falso, vediamo perché.

L’ex presidente ha utilizzato quell’espressione sabato scorso durante un comizio in Ohio, ecco la trascrizione testuale di ciò che ha detto:

«Il Messico ha conquistato, nell’arco di 30 anni, il 34% delle attività di produzione di automobili nel nostro Paese. Pensate, sono andate in Messico. Ora la Cina sta costruendo un paio di enormi stabilimenti per costruire le auto in Messico e pensa di poterle vendere negli Stati Uniti senza pagare tasse al confine. Lasciate che vi dica qualcosa sulla Cina. Se mi sta ascoltando: Presidente Xi, e io e lei siamo amici – e lui capisce il mio modo di trattare – quei grandi impianti di produzione di automobili mostruose che state costruendo in Messico in questo momento, se pensate di realizzarli, di non assumere americani e di vendere le auto a noi ora, metteremo una tassa del 100% su ogni singola auto che attraverserà il confine, e non sarete in grado di vendere quelle auto. Se verrò eletto, sarà un bagno di sangue per tutto il Paese».

Capito qual è il livello? Chi dovrebbe avere il compito di informarci ha estrapolato una singola espressione attribuendole un significato totalmente falso per alimentare la narrazione sui presunti «pericoli» determinati dal sempre più probabile ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. Peccato che, purtroppo per loro, la realtà dica l’esatto contrario: il dato incontrovertibile delle zero guerre durante l’Amministrazione Trump è diametralmente opposto a quanto accaduto da quando Joe Biden ha messo piede nell’Ufficio Ovale di Pennsylvania Avenue. 

Come dicevo prima, questo non è che un esempio della mastodontica campagna di distorsione della realtà ordita dall’establishment globalista che ha partorito fake news clamorose come il Russiagate, giusto per citarne una e che, non certamente a caso, è tra le cause principali del crollo verticale dell’autorevolezza dei media mainstream. Questo, fino a prova contraria, è l’unico vero «bagno di sangue»: quello della credibilità di chi, anziché informare, si è ridotto a fabbricare e diffondere fake news.

Alessandro Nardone
Alessandro Nardone
Consulente di marketing digitale, docente alla IATH Academy, è autore di 9 libri. È stato inviato di Vanity Fair alle elezioni USA dopo aver fatto il giro del mondo come Alex Anderson, il candidato fake alle presidenziali americane del 2016.
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