Andare a (ri)vedere Red Land: una scelta d’amore

Ieri sera sono tornato a vedere “Red Land – Rosso Istria”. Era la terza volta. E nonostante i momenti più duri non arrivino più in maniera inaspettata il dolore e la rabbia sono sempre molto forti.

Perché la violenza contro gli italiani – di cui Norma è simbolo e testimonianza – non è una ferita che si può rimarginare. Anche conoscendola. Soprattutto conoscendola e riscoprendola ogni volta negli occhi degli esuli che raccontano della propria terra perduta. Ma proprio per questo il film prodotto dalla Venice Film è necessario. Perché capace di raccontare, con la forza delle immagini che nulla lasciano all’immaginazione, quello che è successo. Perché, pur non essendo un documentario, riesce a raccontare bene il clima in Istria che oltre alle vittime ha causato l’esodo dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia.

Ci sarebbe tanto da dire sulle qualità del film come regia, montaggio e recitazione ma ormai di articoli ne sono usciti tanti. Quello che invece è importante è andare al cinema. Riempire le sale. Far sì che i numeri dei biglietti venduti e la forza dell’attenzione riescano a portare il film nelle città che ancora oggi sono scoperte e così permettere a tutti di vederlo. Andarci una volta per emozionarsi e scoprire in video quello che è successo e poi tornare, e tornare ancora, per farlo scoprire agli altri.

Tornare come scelta d’amore. Diffonderlo come obbligo di verità e giustizia.

Tornare per dimostrare che il Martirio di Norma Cossetto non è stato vano e che nel dolore e nella tragedia il suo volto pulito può essere il riscatto di un popolo intero.

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