Anpal. FdI: Governo faccia chiarezza su compenso e gestione Parisi

“Fratelli d’Italia chiede al governo di fare luce sulla gestione di Anpal da parte del presidente Parisi, a cominciare dal presunto benestare del ministro Luigi Di Maio all’aumento del suo compenso determinato nella cifra di 240mila euro annui”. E’ quanto dichiarano i senatori di Fratelli d’Italia Andrea de Bertoldi e Isabella Rauti, che hanno presentato nel merito un’interrogazione.

“Ricordiamo, continuano i senatori di FdI, che il professor Domenico Parisi, sin dall’inizio del suo mandato, è stato interessato da diverse inchieste giornalistiche che ne hanno evidenziato gravi mancanze e una serie di altri elementi sui quali è opportuno effettuare attente valutazioni. In particolare non esiste ancora un valido sistema di scambio tra offerta e domanda di lavoro, essenziale per il reddito di cittadinanza che era il suo più importante progetto, mentre appare anche fallimentare l’impiego dei navigator che sono stati assunti, sebbene non è dato sapere quanti contratti di siano frutto dei centri per l’impiego, ovvero della loro opera di intermediazione. Inoltre il Consiglio di Amministrazione di Anpal ha bocciato il piano triennale 2020-2022, presentato dallo stesso Parisi, su cui grava anche la responsabilità di un incarico presso la Mississipi State University, che lo renderebbe incompatibile con il suo ruolo; incompatibilità sulla quale non sono pervenute né da parte del governo né dall’interessato i dovuti chiarimenti richiesti”.

“Chiediamo quindi, precisano i senatori de Bertoldi e Rauti, di sapere se il governo ritenga opportuno chiedere le dimissioni del presidente dell’Anpal, soprattutto per i risultati dimostrati evidentemente insoddisfacenti in termini di politiche attive per l’occupazione, volte a favorire l’inserimento nel mercato del lavoro”.

Infine, aggiunge il presidente del gruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Luca Ciriani, “il presidente Parisi, al di là delle contestazioni mosse dalla nostra interrogazione, ha dimostrato di essere inadeguato e senza dubbio il principale responsabile del fallimento dei navigator, la cui attività è ferma per legge da marzo ma ugualmente percepiscono lo stipendio dagli italiani. E in una fase di così acuta crisi è inaccettabile e uno sfregio ai tanti cittadini e imprese in difficoltà”.

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