Asili nido, Fratelli d’Italia: “La Regione taglia del 50-70% il contributo alle famiglie per gli asili nido. Operazione sbagliata e inaccettabile”

Capecchi e Veneri presenteranno un’interrogazione: “Nella prossima variazione di bilancio la Regione deve trovare risorse per coprire questo servizio fondamentale”. Tra i comuni capoluogo Pistoia ha avuto il taglio più eclatante: -68% rispetto al 2021.

“La Regione ha tagliato il contributo alle famiglie per gli asili nido per l’anno 2022-2023. Il 60% delle famiglie toscane con bambini piccoli in età 3-36 mesi, che lo scorso anno avevano potuto beneficiare del contributo, quest’anno non potranno avere il rimborso previsto che ammonta a 3.709,00 euro per famiglia. Un taglio inaccettabile nel metodo e nel merito. Arriva senza alcun preavviso e con un ritardo clamoroso rispetto alla liquidazione delle somme avvenuta negli anni scorsi; la Regione, in un momento peraltro molto difficile dal punto di vista economico, taglia uno dei contributi fondamentali che consente alle famiglie con il nido, pubblico o convenzionato, di poter conciliare i tempi di lasciando i propri figli in strutture riconosciute che attuano percorsi pedagogici importanti. E’ un’operazione sbagliata rispetto alla quale chiederemo ala Regione di rimediare, trovando, nella prossima variazione di bilancio, le risorse necessarie per coprire questo servizio. Il taglio, che oscilla tra il 50 ed il 70%, mette in difficoltà i comuni che sono già alle prese con l’aumento dei costi energetici e, quindi, costretti a manovre di bilancio straordinarie” dichiarano i Consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Alessandro Capecchi, Presidente della Commissione di Controllo, e Gabriele Veneri, componente della Commissione Diritto allo studio e Istruzione, che hanno presentato un’interrogazione alla Giunta regionale.

“Il taglio, inoltre, non è lineare ma ci sono percentuali diverse, anche di questo chiederemo conto alla Regione. Vogliamo sapere le motivazioni per cui alcuni Comuni sembrano essere stati maggiormente penalizzati rispetto ad altri. Eclatante, a tal proposito, il caso di Pistoia: lo scorso anno erano stati assegnati al Comune 429.670,13 euro ed i bambini in lista d’attesa erano 183; nel 2022 lo stanziamento è stato soltanto di 138.566,84 ed i bambini in lista attesa 152. A fronte di una media dei tagli è del 61,43%. per i comuni capoluoghi Pistoia è ampiamente sopra la media: il taglio è stato del 68%!” sottolinea Capecchi.

“Le risorse assegnate quest’anno al Comune di Arezzo sono state di 131.996,52 euro, quelle dell’anno scorso ben 320.934,44, il taglio è del 58,88% -fa notare Veneri- Si parla di calo demografico e di incentivare le coppie a fare i figli e poi si tagliano i contributi per gli asili nido, negando di fatto alle madri la possibilità di poter lavorare. Fare i figli non può diventare una questione da ricchi!”.

Altri tagli importanti per altri comuni capoluogo riguardano il Comune di Firenze (-60%, si è passati da 1.282.646,84 del 2021 a 525.400,00 del 2022), Siena (-65%, da 220.448,11 a 76.937,40), Massa (-65,29%, da 178.894,06 a 62.106,82).

“Sta per arrivare un’altra manovra di bilancio e non vorremmo che contenesse ulteriori tagli a carico degli enti locali, mentre la Regione non applica una vera spending review che invece, come Fratelli d’Italia, abbiamo chiesto da mesi. Giani naviga a vista e taglia i contributi alle famiglie” attaccano Capecchi e Veneri.

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