Assurdo buonismo. Se ti picchia un immigrato è perchè lotta contro i suoi fantasmi

Di recente a Torino è accaduto che una giovane attrice, Gloria Cuminetti sia stata aggredita con un pugno senza motivazione alcuna da un immigrato irregolare di origine marocchina mentre passeggiava a piazza Castello.

Il marocchino si era scagliato dapprima verso due coniugi colpendoli con immotivata violenza e successivamente sull’attrice di cui parliamo sopra.

In un’intervista al Correre della Sera, tuttavia, la stessa protagonista della triste vicenda ci ha tenuto subito a ribadire di essere sfavorevole ai decreti sicurezza di Salvini, approvati con il contributo di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Come se non bastasse, sempre al Corriere, pur mostrando un lodevole spirito cristiano, l’aggredita si è cimentata in un esercizio buonista che si fa fatica a credere, per quanto sembri paradossale.

Queste le parole dell’attrice sull’intervista rilasciata al “Corriere delle Sera”;

«Resto convinta che queste persone debbano essere prima di tutto aiutate. Ecco perché credo che non ci sia nulla da perdonare: quell’uomo stava lottando contro i suoi fantasmi, immagino non si sia nemmeno reso conto di quello che stava facendo»

Ci chiediamo, se si fosse trattato di un italiano a compiere quel folle gesto, se la voglia di comprendere le ragioni del “male” sarebbe stata la stessa.
Quello che colpisce di tutta questa storia è come possa l’aggredita in qualche modo arrivare giustificare la violenza che le è stata fatta.

Ma soprattutto, proprio lei che dichiara di non volere strumentalizzazioni su quanto le è accaduto, quale necessità sente invece di sfruttare la sua vicenda per esprimere opinioni politiche.
Bisogna stare, attenti, perchè passi il perdono cristiano, anzi è lodevole, ma il buonismo esasperato non giunga ora a giustificare la violenza, di qualunque forma e colore sia.

Troppo spesso, nell’ambito della violenza domestica, della violenza familiare, si rilevano i casi di quelle donne che hanno paura di denunciare i loro carnefici perché fidanzati, mariti, fratelli o conoscenti, ma spesso finiscono addirittura per giustificarli. Certo, si potrebbe dire che questo sia un caso molto diverso, ma le persone più in vista, quelle a cui vengono concesse interviste e visibilità sui media sono anche le stesse che possono dare esempi, positivi e negativi.

Intanto, posto che tale  buonismo sia genuino e non un mero politically correct necessario per poter continuare a lavorare nel mondo del cinema e della TV egemonizzati dalla sinistra immigrazionista, bisognerebbe ricordare che gli italiani chiedono sicurezza e il sacrosanto diritto di girare per strada liberamente senza rischiare di essere aggrediti da qualche sbandato. Giustificare tutto e tutti non aiuta a creare una società accogliente.

Erika Kamese
Erika Kamese
Attrice, scrittrice, autrice, appassionata di spettacolo, cultura e politica.

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