Attentato Vienna, FdI: fondi della UE alla ONG per deradicalizzazione terrorista. Accertare le responsabilita’

“L’Unione europea continua a finanziare varie per presunti programmi destinati ad arginare l’arrivo di clandestini o per la deradicalizzazione dell’estremismo islamico, senza controllo dei fondi distribuiti e dei risultati dei progetti, con conseguenze tragiche come nel caso dell’attentatore di Vienna. Kujtim Fejzulai aveva partecipato ad un programma di deradicalizzazione in carcere organizzato dalla Derad, che fa parte della Rete europea per la sensibilizzazione alla radicalizzazione (RAN), finanziata, a partire dal 2013, con 40 milioni di euro a carico del budget UE.
Dall’Europa non c’è alcuna azione che possa concretamente difendere la civiltà e l’identità del continente, mentre si mobilita per qualsiasi altra causa e si lava la coscienza elargendo finanziamenti e coccolando le ONG. Questo non può essere il solo e discutibile modo con cui Bruxelles affronta una questione cruciale per il futuro della civiltà europea, minacciata da continui attacchi alla alle chiese e ai simboli del proprio passato e della identità culturale e religiosa”.
E’ quanto affermano il capo delegazione di FDI- ECR a Bruxelles, Carlo Fidanza, e   l’europarlamentare di FDI- ECR, Nicola Procaccini, coordinatore del gruppo dei Conservatori nella commissione che si occupa anche di immigrazione, che oggi hanno presentato una interrogazione alla Commissione UE in cui chiedono piena luce sull’utilizzo dei fondi europei per i programmi di deradicalizzazione ed eventuali responsabilità nella condotta della Derad, per non aver saputo accertare se l’attentatore di Vienna si fosse o meno emancipato dal suo fanatismo religioso”.

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