Attenzione ai risvolti negativi della sospensione delle rate del mutuo

Tra le misure introdotte dal Governo per supportare le famiglie in difficoltà economica a causa dell’ emergenza coronavirus, vi è la possibilità di sospendere il pagamento delle rate del mutuo, ma è davvero sempre conveniente?
In primo luogo è il caso di precisare che la sospensione delle rate del mutuo può essere richiesta per un periodo massimo di 18 mesi, solo per i mutui relativi all’acquisto della prima che non abbia un valore superiore ai 250.000 euro.
Un aspetto importante da prendere in considerazione è che, come si deduce nell’art. 54 del dl 18/2020 le banche potranno applicare gli interessi per il ritardato pagamento della rata, quindi a fronte della sospensione del pagamento delle rate di mutuo, il il Fondo solidarietà per l’acquisto della prima casa (Fondo Gasparrini)  verserà alle banche gli interessi compensativi nella misura del 50% degli interessi maturati sul debito residuo durante il periodo di sospensione.
Questo significa che metà lì pagherà il fondo ma l’altra metà li dovrà comunque pagare il mutuatario, quindi la convenienza a richiedere la sospensione del mutuo in questo tempo di Covid-19 è legata alla quota di rata che si paga a titolo di interesse.
Se infatti la sospensione riguarda tutta la rata del mutuo, sia la parte in conto capitale, sia quella interessi quindi, alla ripresa dei pagamenti al cliente resterà da pagare la metà degli interessi accumulatisi fino a quel momento, che verranno spalmati sul mutuo residuo. Perciò la sospensione conviene di più a chi è già avanti nel pagamento del mutuo, che ha meno interessi e più quota capitale da rimborsare.
Ma non è questa l’unica questione spinosa per chi accede alla sospensione.
La sospensione del mutuo è vista dalle banche come un segnale di debolezza della situazione economica del mutuatario. Ciò potrebbe in futuro precludere alla possibilità di accedere alla surroga del mutuo, le banche infatti in passato, in presenza di richieste di sospensione, o hanno rifiutato la surroga, oppure hanno preteso che passasse un periodo minimo prima di procedere alla sostituzione del finanziamento.
Quindi sommando l’aumento degli interessi e possibili future difficoltà, la sospensione è una risorsa da usare con estrema cautela.
C’è poi un’altra differenza da fare: coloro che hanno un tasso fisso e coloro che ad oggi hanno un tasso variabile.
Per il tasso fisso cambia poco, ma chi oggi ha un tasso variabile, se ne è nella condizioni di poter pagare, avrebbe più interesse a non sospendere il pagamento della rata, questo perchè oggi i tassi sono sicuramente bassi, ma in futuro lo scenario potrebbe verosimilmente cambiare
Con questa crisi ed il prezzo dei titoli di stato che diminuirà sempre di più, le banche cambieranno strategia e ciò potrebbe portare a un aumento dei tassi applicati ai finanziamenti. Questo è uno scenario ampliamente prevedibile!
Letizia Giorgianni
Letizia Giorgianni
O te ne stai in un angolo a compiangerti per quello che ti accade o ti rimbocchi le maniche, con la convinzione che il destino non sia scritto. Per il resto faccio cose, vedo gente e combatto contro ingiustizie e banche. Se vuoi segnalarmi qualcosa scrivimi a info@letiziagiorgianni.it

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