Avviato Iter per legge quadro di Chiorino che semplifica la governance tra le politiche di lavoro, orientamento e formazione con abrogazione di 11 leggi

Si ė avviato oggi, con l’illustrazione in seno alla III Commissione consiliare, l’iter del disegno di legge 25 luglio 2022, n. 218, presentato dall’Assessore Elena Chiorino, per la definizione del nuovo sistema regionale integrato delle politiche e dei servizi per l’orientamento, la formazione professionale e il lavoro. “Saremo tra le prime Regioni in Italia a regolamentare le politiche per lo sviluppo delle competenze, l’occupazione e l’inclusione attraverso un quadro normativo strategico, programmatorio e di governance – ha commentato l’assessore a margine della III Commissione Consiliare in cui si è incardinata la proposta di legge firmata Chiorino e pronta per la discussione in aula – stabilire criteri di raccordo e integrare i servizi è fondamentale soprattutto quando si parla di contrasto alla dispersione scolastica, di sostegno dei giovani Neet, di adulti disoccupati e di risposta ai fabbisogni delle imprese: basta lavorare per comparti stagni, è ora di ragionare per vasi comunicanti: questa legge è l’occasione per dare al Piemonte un’impronta nuova, un obiettivo ambizioso ma al passo con le esigenze delle persone e del mondo produttivo, in un’ottica di perfezionamento di un sistema già solido e strutturato”.

Il Disegno di legge, inoltre, pone in essere un’importante semplificazione normativa, accorpando in un unico testo organico tutte le disposizioni in materia di lavoro, orientamento e formazione, con l’abrogazione totale di 11 leggi regionali e parziale di alcune leggi non settoriali.

“Il disegno di legge che porteremo in aula è il risultato di un ampio processo di confronto che ha consentito di accogliere le numerose sollecitazioni di tutto il partenariato sociale e istituzionale – ha sottolineato Chiorino – per rendere più efficace la governance integrata delle politiche e degli interventi propri dei sistemi di formazione, orientamento permanente e lavoro, semplificando i processi attuativi, potenziando l’integrazione tra attori pubblici e privati e migliorando la qualità dei servizi attraverso una programmazione orientata ai fabbisogni delle persone e delle imprese e al risultato, occupazionale in primo luogo”.

Una connessione sempre più necessaria, quella tra le politiche della formazione e dell’occupazione, di grande attualità nel contesto di riforma avviato con il PNRR e con la nuova programmazione 2021-2027 dei fondi strutturali europei, e che rifugge dall’erogazione di sussidi meramente assistenziali.

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