Baby gang e violenze, Zucconi (FdI): si prendano quanto prima provvedimenti concreti

La pandemia, oltre ad aver colpito interi settori della nostra economica e della società, ha avuto un ruolo fondamentale anche nella vita e nelle relazioni interpersonali dei ragazzi, facendo crescere certi malesseri giovanili fino a quel momento nascosti.
Dopo due anni di restrizioni, che per tanti ragazzi sono diventate costrizioni e mancanza di spazi anche fisici dove socializzare e sfogarsi, molti non riescono più a gestire rabbia, frustrazione, incomprensione che finiscono per esplodere nelle serate, nelle risse, nei luoghi di ritrovo giovanili.
Anche i dati parlano chiaro: secondo l'Osservatorio sull'adolescenza, il 6,5% dei minorenni fa parte di una banda, il 16% ha commesso atti vandalici e tre ragazzi su dieci hanno partecipato a una rissa; mentre dal Dipartimento per la Giustizia minorile apprendiamo che nel solo 2020 sono stati circa 30.000 i minorenni denunciati.
Numeri che mettono in allarme e che in parte sono la risultante di questo periodo particolare: eventi in cui emergono comportamenti fuori controllo di giovani ma anche giovanissimi (parlo della fascia under 14) danneggiamenti, furti, ricettazioni, rapine, estorsioni, risse, lesioni magari diffusi in tempo reale sui social, creando spesso effetti di simulazione.
Episodi di violenza del tutto inaccettabili, che leggendo i quotidiani apprendiamo emergere a macchia di leopardo in tutta Italia, dove gruppi di periferia si uniscono sempre più spesso a quelli dei quartieri ‘alti' .
Se è vero che spesso questi ragazzi hanno deficit educativi riconosciuti troppo tardi o provengono da contesti familiari problematici, esiste anche un fattore di dispersione scolastica che incide molto: ragazzi che non vanno a scuola o che la frequentano saltuariamente e che per questo si ritrovano nullafacenti a bighellonare per le strade senza meta né idee o progetti.
Non dimentichiamo poi che tra i giovani c'è un sempre maggiore uso disinvolto di sostanze stupefacenti e di alcol, come purtroppo nelle ultime stagioni estive abbiamo avuto modo di constatare anche sul litorale della Versilia dove, come avviene in molte realtà, lo spaccio è in mano a bande di extracomunitari senza lavoro né fissa dimora, che finiscono per coinvolgere i giovanissimi alla ricerca di riscatto e fuga dal presente.
Come Onorevole, cittadino e padre di famiglia mi sono mobilitato fin da inizio pandemia per cercare di trovare soluzioni concrete per circoscrivere il disagio di tanti giovani ed ora, con una situazione pressoché fuori controllo, è arrivato il momento di cambiare passo: parallelamente ad un'azione congiunta delle forze dell'ordine, che fanno il possibile ma sono spesso numericamente insufficienti per controllare a tappeto tutto il territorio interessato, occorre un lavoro altrettanto tempestivo e d'impatto da parte della scuola ma soprattutto delle famiglie, offrendo ai minori reali opportunità di inserimento sociale e di lavoro, che possano in qualche modo impiegarli in attività utili a loro stessi e alla società.

Riccardo Zucconi, Deputato, Responsabile d'Aula e Capogruppo Fratelli d'Italia Commissione Attività produttive, Turismo e Commercio.

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