mercoledì, Agosto 12, 2020

Bannon: il capitalismo liberista vuole trasformare persone in merci

Un teocon si aggira per L’Europa e il suo nome è Steve Bannon. Grande animatore, nonchè aggregatore dei movimenti della galassia alt-right (destra alternativa) americana a sostegno della campagna elettorale di Donald Trump, di cui è stato anche “Chief strategist” una volta approdati alla Casa Bianca. Bannon è da qualche tempo molto presente in Europa con lo scopo di fare un lavoro simile a quello costruito con il Tea Party e gli altri movimenti della destra americana che non si riconoscevano nel conservatorismo classico dei repubblicani.

Egli vuole aggregare i populisti, i sovranisti e tutti quei movimenti conservatori e popolari che voglio dare una spallata all’Unione Europea come la conosciamo oggi. Almeno questo è lo scopo dichiarato, complottismi a parte, ma mettiamo le mani avanti visto che quando ci sono di mezzo gli USA le paranoie non mancano mai; peraltro non tutte le paranoie sono sempre infondate.

Bannon intanto ha lanciato il suo The Movement (una rete di supporto ai partiti dell’area sovranista europea) a cui hanno già aderito – salvo smentite – Marine Le Pen con il suo movimento, Matteo Salvini con la Lega e Giorgia Meloni che con Fratelli d’Italia ha ufficializzato l’adesione ad Atreju, dove l’ex consigliere di Trump è stato ospite poche settimane fa in un frizzante mix di ovazioni e critiche come era normale che fosse nell’ambiente di destra storicamente ricco di sensibilità molto diverse quando si guarda all’America. Anche per questo abbiamo deciso di pubblicare una serie di articoli di approfondimento sul pensiero dell’Alt Right americana secondo Steve Bannon. Bisogna conoscere per comprendere.

Ecco quindi che ci facciamo promotori di un’opera di divulgazione con successiva riflessione e perchè no, critica, visto che divulgare non vuol dire assolutamente condividere ciecamente tutto quanto riportato. Iniziamo dagli estratti (tradotti in italiano da M. Mancini di un suo discorso tenuto in Vaticano nel 2014, invitato da Raymond Burke, capofila dell’opposizione a Papa Francesco in un convegno organizzato dal Dignitatis Humanae Institute, legato ad alcune delle fazioni più conservatrici della Chiesa cattolica, è un think tank che si propone di promuovere una “voce cristiana” nella politica europea.

Prima parte.

IL NOVECENTO, UN SECOLO BARBARO. Vorrei affrontare prima di tutto il tema della creazione di benessere e di ciò che significa la creazione di benessere per una nazione. Parto da qui perché c’è la necessità di imboccare una direzione leggermente diversa da quella attuale. Per un semplice motivo: il mondo, e in particolare l’Occidente giudaico-cristiano, è in crisi. È questo un tema che discutiamo continuamente a Breitbart News (il Think Thank fondato da Bannon n.d.r.), una testata si propone di costruire una piattaforma per portare notizie e informazioni alle persone in tutto il mondo, principalmente in Occidente.

Il nostro scopo è far capire alle persone la profondità di questa crisi, che secondo noi non è tanto una crisi del capitalismo, quanto una crisi dei fondamenti dell’Occidente giudaico-cristiano.

È ironico che oggi, nel momento esatto in cui stiamo parlando, sono trascorsi 100 anni da quando gli Stati Uniti rompevano le relazioni con la Germania avviandosi ad entrare nella prima guerra mondiale, iniziata a Sarajevo con l’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando. Questa guerra ha portato alla fine dell’epoca vittoriana e ha dato inizio del secolo più sanguinoso nella storia del genere umano. Giusto per mettere tutto in una prospettiva, quando 103 anni fa ha avuto luogo quell’assassinio di Sarajevo, il mondo era in pace totale. C’era il commercio, c’era la globalizzazione, c’era l’inizio dello sviluppo tecnologico. La Chiesa d’Inghilterra e la Chiesa cattolica, e in generale la fede cristiana, erano predominanti in tutta l’Europa. Appena sette settimane dopo, circa 5 milioni di uomini erano in uniforme e dopo soli 30 giorni c’erano già oltre un milione di vittime. Quella guerra ha innescato un secolo di barbarie senza precedenti nella storia dell’umanità: dai 180 ai 200 milioni di persone sono state uccise nel xx secolo e credo che fra centinaia di anni, quando si guarderà indietro, si penserà che noi siamo i figli di quella barbarie. Questo periodo sarà visto quasi come un nuovo Medioevo. Ma ciò che ha tirato fuori il mondo dalla spirale di crisi e di guerre culminata nel secondo conflitto mondiale non è stato solo l’eroismo dei popoli liberi: sia che fossero i combattenti della resistenza francese, o quelli della resistenza polacca, o i giovani di Kansas City o del Midwest che presero d’assalto le spiagge della Normandia, oppure i commando che nella battaglia d’Inghilterra vestivano la divisa della Royal Air Force.

Ad essere veramente decisivo per uscire dalla spirale di guerre e crisi è stata una forma illuminata di capitalismo, quel capitalismo che ci ha dato realmente i mezzi per combattere e vincere.

È come se il capitalismo avesse organizzato e costruito i materiali necessari per sostenere l’Unione Sovietica, l’Inghilterra, gli Stati Uniti e alla fine per riprendersi l’Europa continentale dal nazismo e per respingere un impero barbarico in Estremo Oriente.

CAPITALISMO BUONO E CAPITALISMO CATTIVO. Il capitalismo ha generato davvero un enorme benessere. E quel benessere è stato distribuito fra la classe media e le famiglie che provenivano da ambienti della classe operaia. Tutto questo ha creato quello che noi chiamiamo la pax americana. Ci sono stati molti, molti anni e decenni di pace. Siamo usciti da questi binari durante gli anni successivi alla caduta dell’Unione Sovietica. Adesso che siamo nel xxi secolo, assistiamo alla crisi della nostra Chiesa, alla crisi della nostra fede, alla crisi dell’Occidente e infine alla crisi del capitalismo. Siamo nelle fasi iniziali di un conflitto brutale e sanguinoso e, non ne usciremo a meno che tutte le persone di fede non si uniscano in un fronte comune della Chiesa militante per essere in grado, non solo di sostenere le proprie convinzioni, ma anche di lottare per esse contro questa nuova barbarie che sta venendo avanti. Il fatto è che questa barbarie sradicherà completamente tutto ciò che ci è stato lasciato in eredità nel corso degli ultimi 2000-2500 anni. Ora, quello che voglio dire nello specifico è questo: ci sono tre tipi di tendenze convergenti. La prima è la forma di capitalismo in cui sono stati rimossi i fondamenti spirituali e morali del Cristianesimo e in particolare della fede giudaico-cristiana. Io lo vedo tutti i giorni. Sono un capitalista molto pratico e pragmatico. Mi sono formato alla Goldman Sachs, ho frequentato l’Harvard Business School, ero il capitalista più tosto che si possa immaginare. Mi sono specializzato in media e ho investito in media companies. È un ambiente molto, molto duro. E voi ne avete una discreta esperienza. Quindi non voglio che questo suoni sentimentale, “Teniamoci tutti per mano e cantiamo Kumbaya intorno al capitalismo”. Ma oggi c’è un filone del capitalismo, o meglio, due filoni che sono molto preoccupanti. Il primo è il capitalismo di Stato. E questo è il capitalismo che si può vedere in Cina e in Russia. Credo che sia quello che il Santo Padre ha visto per la maggior parte della sua vita in luoghi come l’Argentina, dove c’è questo tipo di capitalismo clientelare collegato ai differenti organi dello Stato e che costituisce una forma spietata di capitalismo che crea benessere e valore solo per un limitato gruppo di persone. Questo capitalismo non diffonde l’enorme valore della creazione di benessere attraverso quei modelli di distribuzione che si sono visti nel xx secolo. La seconda forma di capitalismo, che credo sia altrettanto preoccupante, è quella che io chiamo l’Ayn Rand Capitalism o scuola oggettivista del capitalismo liberista. Attenzione, io credo molto nel liberismo. Ho molti amici liberisti e il liberismo è la bandiera di gran parte del movimento conservatore, come il movimento UKIP in Inghilterra. Il liberismo rappresenta gran parte delle basi del movimento populista in Europa e in particolare negli Stati Uniti. Il liberismo non è quindi in discussione. Tuttavia, quella forma di capitalismo, quando la si analizza, è molto diversa da quello che io chiamo il “capitalismo illuminato” dell’Occidente giudaico-cristiano.
Quel tipo di capitalismo liberista cerca di trasformare le persone in merci e oggettivarle, quasi fossero delle mere cose, qualcosa che Marx ha descritto bene.
Questa forma di capitalismo attrae in particolare le generazioni più giovani. E se i giovani non vedono nessun’altra alternativa, l’unica possibilità che gli rimane è quella di gravitare intorno a questo tipo di “libertà personale”. L’altra tendenza preoccupante che vedo è quindi l’immensa secolarizzazione dell’Occidente. So che abbiamo parlato di secolarizzazione per molto tempo, ma se si guarda ai giovani, specialmente i millennials sotto i 30 anni, l’irrefrenabile esito della spinta della cultura popolare è quello di aumentare questo processo di iterazione della secolarizzazione.
[Continua…]
Ulderico de Laurentiis
Ulderico de Laurentiishttp://www.uldericodelaurentiis.it
Direttore Responsabile de "La Voce del Patriota". Giornalista Pubblicista, laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa con un Master in Comunicazione Multimediale. Militante della destra politica fin da giovanissimo, appassionato di Cybercultura, osservatore curioso dell'Alt-right americana, cultore di Enogastronomia. "Per aspera ad astra"

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