Berlato (FDI – ECR): dove sono finiti i presunti difensori del mondo venatorio in Regione Veneto?

In occasione della videoconferenza convocata dalla Regione Veneto per illustrare a tutti i Dirigenti Regionali delle Associazioni Venatorie riconosciute dal Veneto il nuovo sistema di digitalizzazione di tutte le procedure inerenti l’attività venatoria e la pesca, l’on. Sergio Berlato – in rappresentanza dell’Associazione Cacciatori Veneti – CONFAVI – ha chiesto alla Regione Veneto di emanare puntuali direttive agli agenti proposti alla vigilanza venatoria affinché venga data corretta applicazione del Dpcm del 3 novembre 2020 con il quale si sancisce il divieto di spostamento dalle ore 22.00 alle ore 5.00 di mattina e non certo il divieto di stazionamento per coloro che sono ancorati durante la notte presso il proprio appostamento di Caccia.

L’on. Sergio Berlato ha espresso altresì la sua contrarietà alla sospensione dell’utilizzo dei richiami vivi appartenenti all’ordine degli anseriformi e caradriformi per la caccia da appostamento agli acquatici, che dovrebbe essere decretata dalle Regioni su sollecitazione da parte di un Dirigente del Ministero della Salute il quale, utilizzando pretestuosamente il fatto che in Olanda si sia manifestato un focolaio di influenza aviaria invita tutte le Regioni ad emanare provvedimenti che sospendano, fino a data da destinarsi, l’utilizzo di questi richiami.

L’on. Sergio Berlato ha ricordato che le Istituzioni comunitarie hanno concesso l’utilizzo di questi richiami vivi a condizione che gli stessi siano identificati mediante anelli inamovibili, che siano stabulati in ambienti separati dagli altri animali di bassa corte, che siano sottoposti a visite veterinarie periodiche per verificarne lo stato di salute. L’utilizzo dei richiami vivi – ha concluso l’on. Sergio Berlato – non deve essere considerato dalle Istituzioni come una modalità che possa favorire la diffusione dell’influenza aviaria, ma invece come uno strumento indispensabile per garantire la collaborazione con il mondo venatorio nel monitoraggio della diffusione dell’influenza aviaria.

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