Bocciata la sfiducia. Speranza resta a imporre chiusure e coprifuoco.

Ci sono due tipi di mozioni di sfiducia: quelle che compattano la e quelle che invece ne mettono in mostra le contraddizioni. Quella a Speranza è stata del secondo tipo. Con il contro la mozione di Fratelli d’Italia, i partiti di centro destra del governo, e Lega, hanno implicitamente ed esplicitamente affermato che Speranza è anche il loro ministro – e che quindi le critiche rivolte a lui nelle trasmissioni televisive e sui social sono solo propaganda senza effetti concreti.

Ancora più contraddittoria l’idea di accompagnare alla fiducia a Speranza, da parte dei partiti di centro destra, la proposta di una commissione d’ sull’operato di … Speranza stesso. Non si è mai vista una che, mentre ritiene un suo ministro chiave passabile di parlamentare sulle sue attività, lo mantiene al suo posto. Ovviamente della commissione d’ non si farà nulla, e questo non sarà che l’ennesimo gesto propagandistico.

Questo per la forma. Per la sostanza, se c’è un ministro che non dovrebbe sedere al suo posto è proprio quello della Salute. Non solo perché con le sue posizioni oltranziste ha rovinato e messo sul lastrico, certo d’accordo con i due governi Conte II e Draghi, decine di migliaia di persone. Ma perché ha fallito proprio come ministro lockdownista. Nonostante una delle serrate più dure di tutta , anzi la più dura, se si eccettua qualche settimana il Regno Unito, il tasso di mortalità da Covid è il più elevato di tutti. Per non dire dei casi degli insabbiamenti e dei dossier più o meno criptati: farà luce (forse) la magistratura, ma intanto il ministro non dovrebbe stare più li.

La realtà è infatti esattamente l’opposto di quanto ha dichiarato Speranza alla Camera, applaudito anche da qualche parlamentare di centro destra. “Non si fa politica su una ”, ha detto. In realtà la è oggi la forma suprema della politica, il mezzo attraverso il quale ridisegnare i rapporti di forza tra i partiti e addirittura le classi sociali. E lo sa proprio Speranza che nel suo libro clandestino, ritirato per vergogna, è arrivato a scrivere che grazie alla la sinistra può imporre il suo . E lui lo sta imponendo. Stupisce che chi non sia di sinistra non se ne sia accorto.

Marco Gervasoni
Marco Gervasoni
Marco Gervasoni (Milano, 1968) è professore ordinario di Storia contemporanea all’Università degli Studi del Molise, editorialista de “Il Giornale”, membro del Comitato scientifico della Fondazione Fare Futuro. Autore di numerose monografie, ha da ultimo curato l’Edizione italiana delle Riflessioni sulla Rivoluzione in Francia di Edmund Burke (Giubilei Regnani) e lavora a un libro sul conservatorismo.

1 commento

Subscribe
Notificami
guest

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

1 Commento
Oldest
Newest Most Voted
Inline Feedbacks
View all comments
Cristina

Molto giusto tutto. E niente, credo che moriremo tutti e lui ancora sarà ancora lì. A fare danni. È difficile che io non sia conciliante con qualcuno ma lui mi sembra proprio da condannare.

Seguici e resta aggiornato

20,387FansLike
5,897FollowersFollow

Leggi anche

Tra i più letti

Articoli correlati

1
0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x