Bologna. Bignami a Gibertoni: “Sui medici lettera sbagliata”

Da eroi a egoisti.
La parabola dei medici emiliano romagnoli è stata rapida e inesorabile.
In una lettera definita “choc” dalla stessa stampa bolognese, il Direttore Generale, nonché Commissario Straordinari dell’ASL del capoluogo regionale ha avvisato i medici che la Regione procederà ad una riorganizzazione che contempla 400 posti letto in meno e un numero non ancora precisato di ambulatori.
Il rischio che la solerte funzionaria avverte è di una protesta di quelli che fino a ieri erano considerati “eroi”, ma che ora potrebbero divenire un intralcio per questo ennesimo poderosa riduzione di posti letto e ambulatori.
Da qui l’invito di Gibertoni ai medici. Non ci siano “protagonismi”,  “furbizie”, no a “polemiche astiose di piccolo cabotaggio”. “L’egoismo e l’inividualismo” non devono “prevalere”. Perchè la Regione Emilia Romagna deve continuare ad essere il “riferimento nel panorama regionale, nazionale e internazionale”. Insomma, nessuno disturbi il manovratore.
E i medici non devono scocciare.
Una lettera che ha suscitato la reazione del deputato di Galeazzo Bignami che ha scritto a Gibertoni invitandola ad assumersi le proprie responsabilità e a “metterci la faccia, di assumersi le proprie responsabilità, senza nascondersi dietro drammi come quello attraversato e ancora in essere e senza colpevolizzare medici e infermieri a cui dobbiamo solo essere grati e non certo rivolgere ingenerose e inopportune allusioni di furbizie, egoismi, protagonismi, individualismi”.
Se la Regione Emilia Romagna è un’eccellenza come Lei scrive, sottolinea Bignami, non è grazie a un apparato burocratico e politico deficitario come quello di cui Gibertoni è espressione, ma grazie a medici e infermieri che nei mesi scorsi hanno rischiato la propria vita per salvare la nostra.

Bignami scrive a Gibertoni

Gentilissima Direttrice e Commissario Straordinario,
ho avuto modo di leggere la Sua mail, inviata a tutti i medici dell’area metropolitana bolognese.
Devo dirle, da rappresentante dei bolognesi e degli emiliano romagnoli alla Camera dei Deputati, che non mi ha convinta.
Non mi ha convinto per i toni che hanno contributo a formarne, come era inevitabile, la sostanza.
Abbiamo appena attraversato 3 mesi drammatici, in cui anche il nostro sistema sanitario regionale si è trovato impreparato nel fronteggiare quanto stava avvenendo.
Se la situazione è stata sostenuta, lo si deve principalmente all’impegno dei medici, degli infermieri, degli operatori sanitari, costretti a lavorare in condizioni spesso difficili, senza protezioni, senza dispositivi che invocavano quotidianamente e pur non ricevendoli, non hanno indietreggiato di un centimetro.
Oggi Lei scrive a quelle stesse persone affermando che non bisogna compiere “furbizie”, “egoismi”, “polemiche astiose di piccolo cabotaggio”, che non bisogna far prevalere “egoismo” e “individualismo”.
Davvero i nostri medici si meritavano queste parole?
Davvero si meritavano di vedersi attribuiti un generalizzato sospetto di questo tipo?
O forse Lei è a conoscenza di situazioni specifiche che meritavano questo severo richiamo?
E allora mi corre l’obbligo di chiederle quali siano queste situazioni e perché non abbia ritenuto di fare nomi e cognomi, se ve ne sono.
Perchè, diversamente, l’idea che la Sua comunicazione ha generato è che l’obbiettivo sia quello di evitare che i medici, i professionisti, i lavoratori, non arrechino alcun disturbo al “manovratore”, al “sistema” impegnato nell’ennesima “riorganizzazione”, su cui dirò qualcosa.
Qualsiasi sia la risposta, Lei ha, a mio avviso, commesso un errore.
Se era un richiamo generico, ritengo ingeneroso rivolgerlo pubblicamente a tutti i medici, visto quello che hanno fatto insieme a infermieri e operatori.
Se era un richiamo specifico, ritengo che Lei abbia il diritto e anche il dovere di intervenire puntualmente, senza generalizzazioni banali.
Se è un avvertimento, ritengo che in realtà Lei non possa permetterselo: sono stati commessi tanti e tali errori dall’apparato burocratico politico di cui Lei rappresenta piena e completa espressione che davvero non può impartire lezione alcuna. Dovrebbe invece mettersi in umile, composto ascolto, anche se è chiaro che le critiche La infastidiscono.
Invece ne avremmo tante da rivolgerle e se fino ad oggi abbiamo ritenuto, salvo situazioni clamorose, di non alzare polemiche è solo per il rispetto che dobbiamo ai nostri medici, infermieri, operatori e a tutti i cittadini.
Ma questo non può essere da Lei intesa come condivisione delle Sue scelte, generando l’idea che Lei non sia criticabile.
Non abbiamo condiviso tante, tantissime cose, come non condividiamo il maldestro tentativo di nascondersi dietro l’emergenza COVID per procedere a ulteriori “riorganizzazioni”, come ama chiamarle l’apparato. Riorganizzazioni il cui peso e le cui conseguenze vengono scaricati sistematicamente sul personale e sui professionisti, oltre che sui cittadini.
Lei sa bene come già da prima stavate portando avanti “riorganizzazioni” penalizzanti per il servizio sanitario regionale.
Mi auguro che Lei decida di metterci la faccia, di assumersi le proprie responsabilità, senza nascondersi dietro drammi come quello attraversato e ancora in essere e senza colpevolizzare medici e infermieri a cui dobbiamo solo essere grati e non certo rivolgere ingenerose e inopportune allusioni di furbizie, egoismi, protagonismi, individualismi.
Ascolti le critiche, le tante critiche, che molti operatori stanno rivolgendo al sistema. Non lo prenda come lesa maestà, non lo interpreti come un disturbo al manovratore. Lo viva come quello che è: la volontà di dare un contributo comunque positivo e propositivo, per migliorare assieme la società in cui viviamo, nel reciproco rispetto e nelle reciproche diversità.
Queste persone hanno guadagnato sul campo il diritto, che già per nostra Costituzione avevano, di farlo.
Cordialmente

On. Avv. Galeazzo Bignami

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