La notizia avrebbe dovuto aprire tutti i TG ma, ovviamente, non è avvenuto, in compenso si fa un gran parlare della “giornata dell’accoglienza” e della manifestazione di Lampedusa dove una manciata di migranti pretende a gran voce che tutta la Libia venga praticamente trasferita alle nostre latitudini. Niente di nuovo insomma, se non il buonismo peloso che spesso, come abbiamo visto, nasconde affari, intrallazzi, interessi personali.

Niente paura, però, quello che non vi hanno detto ve lo raccontiamo noi. Ieri, a Mogadisco, alle ore 12.10 locali, a circa 700 metri dal ministero della difesa somalo, un attacco kamikaze rivendicato dal gruppo terroristico Al Shabaab, vicino ad al-Qaida,  ha colpito un blindato italiano Lince. Per fortuna tutti illesi i nostri uomini, ma da fonti locali pare che l’esplosione abbia provocato almeno 4 morti, di cui 3 bambini e probabilmente l’attentatore.

I militari italiani scampati all’attentato, si trovano a Mogadiscio nell’ambito nella missione Eutm, finalizzata al rafforzamento del Tfg, il governo Federale di Transizione somalo, e hanno il compito di fornire consulenza militare a livello strategico alle istituzioni di difesa somale e addestramento ai soldati. Nel momento dell’attacco, il convoglio italiano al rientro di alcune esercitazioni, stava percorrendo la strada principale di Mogadiscio, e comprendeva 5 blindati. Un’auto con a bordo un terrorista suicida si è allora lanciata contro uno dei Lince sfiorandolo ed esplodendo senza però causare gravi danni nemmeno al mezzo che è riuscito anche a rientrare alla base. Diverso il discorso per alcuni civili presenti nella zona al momento dell’esplosione, che hanno avuto un destino decisamente peggiore.

I militari italiani coinvolti nell’attentato hanno poi ricevuto una telefonata del ministro della Difesa, Trenta, che ha espresso la vicinanza e la solidarietà di tutta la nazione e ha ricordato ai soldati quanto tutti gli italiani siano orgoglio di loro… almeno quando qualcuno dà notizia di quello che fanno, aggiungiamo noi. Chi invece non si fa mai scappare la possibilità di dare comunicazione delle proprie azioni, sono i terroristi. Infatti, Al Shabaab ha rivendicato l’attentato attraverso la sua emittente “Radio Andalus”, sostenendo di aver ferito e ucciso ufficiali e militari della UE, fatto smentito come abbiamo visto sia dal nostro ministero della Difesa che dall’ufficiale di polizia somalo chiamato a dirigere le indagini, e che ha parlato di morti solo tra i civili.

I  militari italiani impegnati in Somalia dipendono da una missione militare dell’UE agli ordini del colonnello Matteo Spreafico, e operano in stretta collaborazione con altre strutture come le Nazioni Unite, l’Amisom, l’African Union Mission in Somalia e gli Stati Uniti.