Borsellino. Drago (FdI): rispetto per chi ha sacrificato propria vita. Puntare su formazione ed educazione a legalità

“Oggi ricorre il trentennale della Strage di Via D’Amelio, in cui persero la vita Paolo Borsellino e la scorta. Avevo 23 anni e mi trovavo a Roma, quel giorno, quando appresi la notizia da un TG nazionale. Sentii gelo, solo gelo. Già, 57 giorni prima, avevamo assistito alla Strage di Capaci, ma non sapevo che circa un anno dopo sarebbe stata la volta di don Pino Puglisi, quel sacerdote che guidava le anime di quella parrocchia palermitana con cui anche la chiesa che frequentavo, il gruppo giovani con cui son cresciuta, aveva stretto una sorta di gemellaggio”.

A dirlo la senatrice di Fratelli d’Italia, Tiziana Drago.

“Cosa possiamo fare per proteggere i nostri giovani, vittime di una scuola il più delle volte incapace a valorizzarli, rischiando di diventare preda della malavita organizzata (v. dispersione scolastica)? – continua la senatrice di FdI. Cosa possiamo fare per cancellare l’equazione =Sicilia, come ad intendere che in tutto il territorio italiano vi sia solo ed esclusivamente “legalità”? Cosa possiamo fare per dare speranza alle nuove generazioni, instillando fiducia nelle istituzioni e nell’uguaglianza della giustizia?”.

“Che si abbia rispetto per chi ha scientemente sacrificato la propria vita, cominciando con un “Eterno riposo…” e testimoniando con la propria vita. Bisogna puntare su formazione ed educazione alla legalità. E come diceva Paolo Borsellino: Parlate di mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene!”, conclude la senatrice Drago.

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