Calato il disagio sociale, la lotta per la legalità passa anche per l’occupazione

Gli ottimi numeri sull'occupazione, che ha raggiunto livelli record con un netto +552 mila occupati rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, stanno avendo importanti ripercussioni su tutti i fronti: economico in primis, avendo il PIL fatto registrare un buon aumento; ma anche e soprattutto sul fronte sociale e della sicurezza. A confermarlo Confcommercio, pubblicando i dati riguardo il disagio sociale che a novembre ha raggiunto quota 13,8 punti, con un netto calo di 1,2 decimi di punto rispetto al mese precedente. I numeri non mentono: il disagio sociale ha subito un colpo drastico dall'aumento del lavoro e dal calo dell'inflazione. Il cambio di passo del governo è presto detto: dopo anni di assistenzialismo, finalmente ora la lotta al disagio sociale passa dal lavoro come uno dei veri mezzi – e tra i più efficaci – per ridare dignità alle persone. Il lavoro nobilita l'uomo: è dunque così che il ha deciso di ripulire il degrado in cui città, periferie e milioni di cittadini versavano, dando un taglio alla “paghetta di Stato” che soggiogava il singolo all'impianto statale e non concedeva alito per un pieno sviluppo della personalità.

I problemi, tuttavia, rimangono: oltre la preoccupazione per le contingenze internazionali, che da un momento all'altro potrebbero inasprirsi e provocare un nuovo aumento dell'inflazione, e oltre il problema del lavoro femminile, che persiste malgrado gli ottimi numeri mai toccati prima pubblicati dall'Istat in merito, ripulire le periferie richiede molti altri interventi. Ma aumentando i posti di lavoro, è stata data la possibilità di avvicinarsi finalmente al mondo della legalità e dello Stato a tutte quelle famiglie disagiate che, soltanto per necessità, avevano scelto di rifugiarsi nell'anti-Stato, nelle mafie, come mezzo più efficace per ottenere risposte. Con il tacito assenso dello Stato stesso, che aveva deciso per semplicità di voltare le spalle a milioni di cittadini.
Ora finalmente non è più così: il governo Meloni lotta veramente per contrastare il disagio di periferie e di interi quartieri. Sta succedendo ad esempio a Caivano, con particolare riferimento al Parco Verde, dove tantissime famiglie si stanno riappropriando delle strade della propria città e di fondamentali quanto banali diritti prima negati. Dare lavoro a queste persone significa avvicinarle ancora di più al mondo della legalità.

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