Risale a poche ore fa il cambiamento di rotta nella situazione in Algeria: Abdelaziz Bouteflika ha comunicato ufficialmente che non correrà per il suo quinto mandato. Questo annuncio è da interpretarsi come una prima conquista per i cittadini che da settimane si sono riversati in piazza per protestare contro una possibile rielezione del Presidente in carica. Ma allo stesso tempo la notizia fornita da Bouteflika ha cancellato (o perlomeno rinviato) le elezioni che si sarebbero tenute ad Aprile, suscitando tra l’altro dubbi su quanto tempo ancora l’attuale Presidente rimarrà al potere.

Anche in questa occasione il popolo algerino è sceso in piazza, ma stavolta per celebrare e festeggiare l’annuncio del Presidente, sventolando la bandiera nazionale e cantando per le strade. I manifestanti ammettono che questo evento costituisce indubbiamente un fatto positivo, ma solo a condizione che si rinnovi del tutto il governo.

È altrettanto vero , però, che una soluzione definitiva non c’è ancora  poiché al momento non esiste nulla di definito. Oltre alla fissazione di una data per le elezioni, si spera più libere possibili, il popolo algerino chiede anche qualcos’altro, qualcosa di più profondo: un periodo di transizione e un governo eletto col consenso nazionale. Il popolo chiede e pretende che si ponga fine a quel meccanismo per cui il Presidente e il governo vengono designati dall’alto, da entità potenti e senza volto. A questo si aggiungono i sogni e le speranze dei più giovani, che vivono e amano, che lottano e continueranno a lottare per il proprio futuro e per quello del proprio Paese, fino a quando non lo vedranno finalmente libero da qualsiasi regime e imposizione esterna.

La resa di Bouteflika, che ha impiegato vent’anni per arrivare, si può considerare come un primo passo in avanti in vista di un futuro miglioramento e di conquista di una condizione di libertà del Paese, non certo come un risultato finale. È una prima concessione, ma dalle strade si chiede di più. Siamo oramai in una condizione di rivoluzione: a breve scopriremo se l’annuncio del Presidente algerino avrà unito ancor di più il popolo o sarà riuscito nel suo intento di indebolimento dei manifestanti.