Camera, Mollicone (FdI): “Da Governo narrazione allarmante per coprire mancanze, super green pass crea discriminazioni”

“Indubbiamente l’attività del Parlamento è ormai ridotta ad un ruolo frammentario e inevitabilmente diventa difficile affrontare in modo organico la trattazione di questi provvedimenti. Tanto più a fronte della eterogeneità dei temi trattati dal provvedimento. Al collega Romano ricordo che “capitalismo della sorveglianza” è un termine coniato da Zuboff, sociologa americana che va spesso sul New York Times e si è formata ad Harvard – dichiara il capogruppo di  in commissione Cultura, deputato Federico Mollicone nel corso della discussione generale del DL Capienze – a fine settembre un nostro ordine del giorno ribadiva la necessità di revisionare i parametri di capienza delle sale dei teatri e dei cinema, così come delle manifestazioni all’aperto come negli stadi, garantendo il massimo della capienza, in sicurezza, mantenendo un adeguato flusso economico di ristoro delle perdite subite a causa delle misure governative di contrasto al coronavirus. L’ODG fu approvato. Rivendichiamo, quindi, il primato di averlo proposto. Così come nostro fu l’ODG che poi venne tradotto nell’istituzione del tavolo permanente con le categorie della cultura al Ministero della Cultura – ha continua Mollicone – La campagna vaccinale da sola sapevamo non avrebbe risolto il problema. Il Governo continua a non occuparsi di trasporto pubblico e scuola. Lo strumento del green pass è volutamente divisivo per distogliere l’attenzione da queste mancanze, come ha sottolineato Giorgia Meloni.
Le eventuali chiusure e le ulteriori discriminazioni verso una fetta di popolazione sono solo un modo per scaricare le responsabilità sui cittadini italiani e un’intera Nazione che ha la necessità e l’urgenza di ripartire. Il governo ha chiuso le frontiere, ma non ha chiuso all’ clandestina: questo lo ribadiamo. Il governo ha una comunicazione allarmante – lo ha detto perfino Zangrillo!- sulla variante africana Omicron alimentata da gruppi di giornali che alimentano la paura: in realtà, ha un impatto più limitato. Cito la dottoressa che ha isolato il virus: “”La nuova Omicron del coronavirus provoca una malattia leggera senza sintomi importanti”. Il fact checking è diventato uno strumento solo contro chi si oppone al mainstream. Il ministero della Salute ha mancato la realizzazione di campagne mediatiche virali su ogni mezzo, anche sui giornali e nelle radio che, oltretutto, sarebbe potuto essere un aiuto per l’editoria. Non siamo contro i vaccini, lo sottolineiamo: siamo, piuttosto, per informare e per la libertà di scelta. Il governo scoraggia la domanda di cultura. Teatri, cinema, concerti ed eventi sono in crisi e il ministero, data la formale “apertura”. Per riportare le persone nei teatri, nelle sale, nei concerti bisogna dare loro la possibilità di potersi scaricare le spese in cultura. Se un cittadino va a teatro o a vedere un concerto, poi può scaricare dalle tasse la spesa. Una proposta storica di FdI, che ora viene chiesta dagli artisti e dagli editori e dai produttori. Un’idea semplice per far ripartire la cultura e aiutare tutte le famiglie a frequentare luoghi dello spettacolo. La cultura, in fondo, è medicina dell’anima.
Abbiamo presentato emendamenti in questo senso alla legge di bilancio, ora in prima lettura al Senato. Lanciamo un appello al ministro Franceschini e alla maggioranza affinché supportino le proposte che  presenterà sulla cultura”.

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