Caporalato, usano la morte di Singh per dividere: proteste in piazza contro il governo, ma da loro nessuna soluzione

La morte di Satnam Singh ha sconvolto l'opinione pubblica. Perché è l'ennesima morte sul posto di lavoro e specialmente per le modalità con cui è avvenuta: con un arto amputato, lasciato nelle campagne dell'agro pontino, agonizzante, nel disinteresse dei suoi datori di lavoro. Datori che, si è scoperto, non erano nuovi a simili fatti: secondo le rivelazioni di Tg La7, Renzo Lovato, padre di Antonello, accusato di aver abbandonato Singh, è indagato da cinque anni per reati di caporalato. Sono infatti interi sistemi che sfruttano letteralmente le masse di disperati che giungono dall'Africa e dal Subcontinente indiano, le loro vite e il loro bisogno di lavoro. Sono disposti a orari infernali e a stipendi da me. Carne da macello, disumanizzati dai loro datori di lavoro.

Le parole di Lollobrigida e di Calderone

Secondo il ministro del Lavoro Marina Calderone, intervistata da TGcom24, si tratta di “un atto di barbarie, lo ripeto. C'è stato un disprezzo per le conseguenze delle condizioni estreme in cui si trovava quel ragazzo”. Ha poi aggiunto che nel tavolo di lavoro del governo con le parti sociali, “ho parlato di dichiarazione di guerra al caporalato, ho raccolto le sollecitazioni. Tutti abbiamo detto che c'è da fare di più. Non bisogna comunque dimenticare ciò che abbiamo fatto, con patente a crediti e aumento degli ispettori del lavoro. Continueremo a lavorare insieme per mettere in sicurezza il comparto dell'agricoltura”. Calderone ha poi spiegato che “saremo in grado di raddoppiare il numero delle ispezioni. Dovremo potenziare gli strumenti a disposizione mettendo in relazione tutte le banche dati della pubblica amministrazione, in modo da mappare ciò che avviene nei campi e soprattutto di intervenire”. Per il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, che ha invitato l'opinione pubblica a non criminalizzare l'intero settore, ha sottolineato che sulla questione ci sono due aspetti: “Primo, abbiamo a che fare con un criminale che ha compiuto con ogni probabilità, poi la magistratura farà tutti gli accertamenti che deve fare, reati che devono essere puniti con la massima severità. Si va dall'omissione di soccorso all'omicidio colposo. Secondo aspetto, in Italia purtroppo c'è un fenomeno diffuso, specialmente nel mondo agricolo, che è quello del caporalato e il governo sin dal primo giorno ha voluto dichiarare guerra al caporalato”. Lollobrigida ha poi annunciato che “nelle prossime ore potrebbero esserci delle modifiche su alcuni aspetti del Dl Agricoltura o emendamenti specifici che potranno essere presentati su sollecitazione dei sindacati o dei datori di lavoro per velocizzare alcuni processi di correzione di rotta in vari ambiti, tra cui anche il caporalato”.

Sciacallaggio

Ma le opposizioni non si accontentano delle parole dei due ministri, come se il problema fosse sorto soltanto da quando il Governo è in carica, come se i loro esecutivi avessero risolto la questione. L'unica azione contro il caporalato degna di nota da parte della sinistra, furono le lacrime dell'allora ministro dell'Agricoltura Teresa Bellanova. La renziana che, sostenendo di aver abolito il caporalato a colpi di decreto, si commosse davanti a tutti, tanto era convinta di aver fatto un buon lavoro. Invece la situazione è ancora la stessa, nelle campagne si sfrutta e si muore. E all'orizzonte, non si scorgono altre manovre della sinistra che ora, a poche ore dalla morte di Singh, è stata prontissima a scendere in piazza per protestare contro il governo. Subito pronta a strumentalizzare per ragioni politiche, mostrando ben poco rispetto, al di là delle dichiarazioni di facciata, anche verso il defunto, la cui triste vicenda viene così utilizzata per fare sciacallaggio vero e proprio. A Latina, a Napoli, in varie piazze d'Italia si scende in piazza. Nella città laziale, lo fa il campo largo unito. C'era Elly Schlein, c'era Fratoianni, c'era la Cgil. C'era anche il sindaco, Matilde Celentano, di Fratelli d'Italia che, quando ha voluto ricordare che “se vogliamo che questo orrore diventi davvero spartiacque tra prima e dopo, un tributo alla memoria di Singh, dobbiamo avere il coraggio di ammettere che siamo tutti responsabili, tutti”, ha ricevuto in cambio qualche mugugno e qualche fischio dai presenti. Insomma, anche dinnanzi a una tragedia che dovrebbe unire la lavorando per una soluzione di ampio respiro, la sinistra preferisce utilizzare la morte di Singh per fare propaganda e dividere, esasperare gli animi. Come sempre, sempre più radicali.

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La Redazione de La Voce del Patriota
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