Carceri, Petrucci-Delmastro (FdI): “Carcere di Pisa ingestibile, agenti abbandonati a se stessi”

Interrogazione dell’Onorevole di Fratelli d’Italia al ministro della Giustizia. “Si verificano continue aggressioni dei detenuti nei confronti degli agenti in servizio, che non riescono a svolgere le proprie mansioni in sicurezza”.

“Le organizzazioni sindacali della Polizia Penitenziaria ci dicono che il carcere di Pisa è diventato quasi completamente ingestibile, con continue aggressioni dei detenuti nei confronti degli agenti in servizio, che non riescono a svolgere le proprie mansioni in sicurezza. Nonostante le ripetute denunce si registra la totale assenza di direttive da parte dei vertici dell’istituto, lasciando, di fatto, gli agenti completamente abbandonati a se stessi” dichiarano l’Onorevole Andrea Delmastro, Responsabile di Fratelli d’Italia, ed il consigliere regionale Diego Petrucci. Delmastro ha presentato un’interrogazione chiedendo quali iniziative intenda adottare il ministro della per risolvere le criticità riguardanti la Casa Circondariale di Pisa.

“Nei giorni scorsi si è verificata l’ennesima aggressione ai danni di un agente di polizia penitenziaria. Una detenuta nel reparto femminile della Casa Circondariale, assegnata all’istituto da soli quattro giorni e ricoverata presso il reparto Sai (Servizio di assistenza intensificato), senza alcun motivo ha brutalmente colpito l’agente che la stava gestendo, la poliziotta è dovuta ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso -raccontano Delmastro e Petrucci- La situazione legata alla gestione degli istituti penitenziari ha raggiunto da tempo un livello di degrado inaccettabile, con uno Stato fin troppo concentrato alle esigenze dei detenuti e molto poco solerte nel dare sostegno agli agenti della Polizia penitenziaria, a quali non rimane che sperare di tornare a casa illesi”.

“La politica si continua ad occupare soltanto dei reclusi come ha dimostrato la relazione, dibattuta in Consiglio regionale, del Garante dei detenuti della Toscana. Una relazione che guarda soltanto da una parte e non si concentra anche sugli agenti di polizia penitenziaria, che lavorano in condizioni a dir poco difficili mettendo, comunque, in campo professionalità e competenza” sottolinea Petrucci.

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