Catasto, Rampelli (VPC-FdI): il governo non può ricattare il Parlamento

“Se un sottosegretario, Maria Cecilia Guerra, arriva al punto di evocare la fine dell’esecutivo se non si fa la riforma del catasto, allora il governo è davvero alla frutta, tenuto in piedi dal Covid e, ora, dalla guerra in Ucraina. Mi domando se un governo privo di legittimità popolare, nato su un’emergenza, abbia il diritto di effettuare riforme non condivise da tutte le forze politiche che lo sostengano. Mi domando se una democrazia parlamentare possa avere un governo che minaccia il Parlamento impedendogli di modificare i propri provvedimenti. A maggior ragione se si tratta di leggi delega che, al pari dei decreti legge, spogliano il Parlamento della sua attività legislativa. Per entrare nel merito poi, la riforma del catasto di questi tempi forse non è proprio indicata, né può essere considerata una vera emergenza da risolvere per rilanciare l’economia italiana. Si tratta infatti solo di uno strumento di cui lo Stato vuole dotarsi per incassare più soldi dai cittadini”. E’ quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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