Cava Fornace, Fantozzi-Aiazzi (FdI): “Controllo e chiusura della discarica, questi i nostri obiettivi”

Sopralluogo, stamani, all’ex Cava Fornace da parte del Consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Vittorio Fantozzi, e della candidata a sindaco di Montignoso, Manuela Aiazzi. “La discarica si trova in una zona non idonea, vicino al centro abitato e in un ambiente estremamente fragile”

Sopralluogo, stamani, all’ex Cava Fornace da parte del Consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Vittorio Fantozzi, e della candidata a sindaco di Montignoso, Manuela Aiazzi. Sono stati accolti dal tecnico della discarica e hanno incontrato il presidente del Cda della società che gestisce il sito.

“I nostri obiettivi sono quelli di controllare il materiale che viene conferito in discarica e verificarne periodicamente l’impatto sull’ambiente circostante, un controllo severo fino ad arrivare alla chiusura definitiva di Cava Fornace perché è un sito collocato in una zona non idonea: le priorità devono riguardare la tutela della salute pubblica e dell’ambiente. Nella discarica vengono conferiti rifiuti speciali quali, amianto, marmettola di segherie mista a granito di marmo, terre di scavo dell’Alta Velocità, e vicino si trovano vigneti, a 500 metri il centro abitato, il Lago di Porta con un delicato ecosistema, il mare, e lambisce le falde acquifere che forniscono acqua a tutta la Versilia, senza dimenticare l’aria che viene respirata da tutti i residenti” fanno notare Fantozzi e Aiazzi.

“La discarica va chiusa nel più breve tempo possibile, la Regione, che ancora non ha presentato un chiaro piano regionale sui rifiuti, deve trovare una soluzione alternativa allo smaltimento dei rifiuti. Regione, tra l’altro, che ha sempre scaricato la questione di Cava Fornace sui Comuni del territorio. Bisogna anche ricordare che la discarica non è adeguata alle direttive dell’Unione europea: la politica regionale sui rifiuti non può esaurirsi con le discariche! Cava Fornace, poi, è già adesso alla massima capienza rispetto ai conferimenti autorizzati tanto che la società che gestisce l’impianto ha chiesto l’autorizzazione di ampliare il sito” sottolineano i due esponenti di FdI.

“Abbiamo sollevato forti dubbi sulla possibilità di scaricare il percolato nella fognatura pubblica come chiesto dai gestori alla Regione. Percolato che non è classificato per poter entrare nelle fognature e nel depuratore del Lavello, l’amianto, infatti, non è misurato tra i parametri rilevati nel percolato della discarica. E non sappiamo se l’impianto fognario ed i depuratori sono in grado di smaltire in modo sicuro tale percolato, derivante da rifiuti speciali. I gestori definiscono “non pericoloso” il percolato senza aver mai controllato se contenga o meno amianto. Eppure la discarica di Cava Fornace tratta amianto in deroga. Ribadiamo l’obiettivo di arrivare alla chiusura della discarica, nel frattempo lavoreremo per la trasparenza, affinché i cittadini siano informati, e vigileremo sulla gestione dell’impianto” spiegano Fantozzi e Aiazzi.

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