Centrodestra, Rampelli (VPC-FdI): Partito Repubblicano? Per ora è solo un titolo

“Non si possono esprimere giudizi perché questo progetto non è stato declinato. È più o meno un titolo. Noi comunque non siamo stati coinvolti né siamo interessati. Ci sono altri problemi all’orizzonte come ha sottolineato Giorgia Meloni, ovvero quello di dare delle prospettive all’elettorato di centrodestra che fino a oggi non si è sentito granché rappresentato in Parlamento”.
E’ quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia rispondendo alla domanda di Andrea Pancani a Coffee Break su cosa fosse il Partito Repubblicano lanciato dal segretario della Lega Matteo Salvini.
“Un elettorato che – ha aggiunto Rampelli – non si è sentito rappresentato in occasione dell’elezione del presidente della Repubblica ma anche in altre circostante, come la partecipazione al governo Draghi, o al Governo Conte 1. La modalità con cui siamo stati informati oltretutto è stata sempre la stessa: attraverso le agenzie stampa”.
“Bisogna essere seri – ha osservato il vicepresidente – Se ti riconosci nella coalizione di centrodestra, qualunque sia l’esito elettorale, non vai a governare con il Partito Democratico o con i 5Stelle. Non si può governare a prescindere dai risultati elettorali, questo dovrebbe prescrivere una democrazia autentica. Chi vince governa, chi perde sta all’opposizione. Il Partito Democratico governa sia che vinca sia che perda e ci sono partiti di centrodestra che avallano questa sorta di superiorità morale che si auto attribuisce il Pd”.
“Una cosa va detta: nel 2018 per iniziativa di Renzi, che era all’ epoca segretario del Partito Democratico, c’è stata una riforma elettorale con la quale è stato abolito il premio di maggioranza e quindi di fatto ha introdotto il proporzionale rendendo il Parlamento ingovernabile al punto da dover chiamare l’ex governatore della Banca centrale europea. Un tecnocrate a Palazzo Chigi sostenuto da chi aveva innalzato la bandiera contro la tecnocrazia”.
“La madre di tutte le battaglie – ha concluso Rampelli – è preservare il bipolarismo che è un interesse superiore a quello dei partiti perché dà al cittadino la centralità delle sue decisioni e lo rispetta più di quanto non facciamo i partiti”.

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