C’erano un poliziotto, un cittadino e un’autocertificazione o due, anzi tre.

“Buongiorno, favorisce documento e autocertificazione?”

“Certo agente, ecco qui”

“Questo è il modulo vecchio.”

“Ah, mi scusi, ecco quello nuovo”

“Pure questo è vecchio”

“Questo?”

“No”

“Quest’altro?”

“Nemmeno”

“Allora è…”

“No”

“Forse”

“No”

“…”

“Va bene le diamo noi il modulo corretto”

“Grazie agente e mi scusi per l’inconveniente”

“Non si preoccupi”

Sembra una barzelletta ma non lo è.

In rete gira questo “meme”

Da oggi il modulo per l’autocertificazione è nuovamente cambiato – lo potete scaricare qui: https://www.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/nuovo_modello_autodichiarazione_23.03.2020_compilabile.pdf – perché aggiornato alle disposizioni del nuovo – o ennesimo? – decreto del premier Conte.

E’ la terza volta. E probabilmente non l’ultima.

Ovviamente, tralasciando battute e polemiche, è giusto che venga modificato a seconda dei decreti perché nel momento in cui si firma una dichiarazione quella dev’essere relativa alla normativa in corso. Ma non c’è un modo meno burocraticamente incasinato per risolvere la questione?

– nb se vi state domandando: “ma molti dei provvedimenti non potevano essere presi subito e tutti insieme come già chiesto da regioni e alcuni partiti?” vi rispondiamo con: “ricordatevi anche questa domanda quando l’emergenza sarà finita” –

Comunque vediamo cosa le novità di questa versione:

  • Innanzitutto non è più possibile tornare al proprio domicilio abituale se si proviene da altra casa se non per comprovate esigenze lavorative, esigenze di assoluta urgenza, motivi di salute. Vuol dire che oggi si è costretti a rimanere dove ci si trova temporalmente a vivere. Esempio: una mia amica era in settimana bianca in una casa di proprietà. Vorrebbe tornare a Roma ma non avendo motivazioni “urgenti” è costretta a rimanere là. Ma lei, fortunata, ha un bel giardino e poteva andarle peggio.
  • Ora è necessario indicare sia l’indirizzo di partenza che quello di destinazione

3) Alle motivazioni solite per gli spostamenti: salute, lavoro, urgenza all’interno del proprio (che vuol dire, ad esempio, fare la spesa) è aggiunta “l’assoluta urgenza (per trasferimenti in Comune diverso”).

Ovviamente la motivazione per lo spostamento va descritta.

Sembra che con il prossimo decreto, che potrebbe arrivare tra stasera e domani, verranno inasprite le sanzioni per i trasgressori.

E allora, nonostante l’amara ironia che si può fare sulle mille versioni dell’autocertificazione, su quella serie televisiva – anzi social! – che sono le comunicazioni di Conte e su quello che si potrebbe e non potrebbe fare per migliorare la situazione che viviamo, per ora l’imperativo rimane lo stesso: RIMANIAMO A CASA

PS: ma ricordiamo tutto perché poi chi ha gestito la pandemia andrà giudicato.

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