Chernobyl arriva in Italia, ma fortunatamente è solo una serie TV

Sono le ore 1:23:54 del 26 aprile 1986. L’intera Europa, da est ad ovest dei suoi contini, trascorre un allegro sabato notte che ormai si avvia alla fine anche per gli ubriachi. E’ a quel punto che avviene qualcosa di sconvolgente, di cui tutti sentiranno gli effetti almeno per i venti anni successivi, a voler essere ottimisti.

Nell’Ucraina settentrionale (a quel tempo ancora parte integrante dell’Unione Sovietica) a 3 km dalla città di Pryp”jat’ e 18 km da quella di Černobyl’, a 16 km a sud del confine con la Bielorussia, in una località praticamente sconosciuta al resto del mondo, è appena esploso il reattore n.4 della centrale atomica I.V. Lenin. In pratica, il vapore surriscaldato a livelli elevatissimi e l’ enorme pressione causata, letteralmente sparano in aria le oltre 1000 tonnellate del disco di copertura del nocciolo del reattore. Contemporaneamente, la grafite contenuta nel nocciolo comincia a bruciare, e le fiamme e i fumi disperdono nell’aria i prodotti della reazione fissile contenuti all’interno o, se preferite, gli isotopi altamente radioattivi che si spargono tutti intorno su una area vastissima, contaminando tutto.

L’incidente verificatosi a Chernobyl fu il primo ad essere stato classificato come livello 7, il massimo livello nella scala degli incidenti nucleari; il secondo caso a essere classificato come livello 7 è quello della centrale nucleare di Fukushima in Giappone, avvenuto l’11 marzo 2011.

Le esplosioni non furono di tipo nucleare – non si trattò di una reazione a catena incontrollata di fissione nucleare come avviene nelle bombe atomiche – bensì ebbero una causa chimica: il surriscaldamento del nocciolo, dovuto all’improvvisa perdita di controllo sulla reazione nucleare, portò al raggiungimento di una temperatura elevatissima che fece arrivare la pressione del vapore dell’impianto di raffreddamento a un livello esplosivo. Si innescarono, inoltre, reazioni fra le sostanze chimiche contenute (acqua e metalli), inclusa la scissione dell’acqua in ossigeno e idrogeno per effetto delle temperature raggiunte, che contribuirono a sviluppare grandi volumi di gas. (Fonte Wikipedia)

Quello che è certo è che l’incidente di Chernobyl – che secondo le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità è costato la vita a 60 persone nell’immediatezza dei fatti, e ad altre 60.000 che nel corso del tempo e in tutto il mondo sono morte in seguito a patologie collegate all’assorbimento delle radiazioni – portò l’attenzione mondiale, fino ad allora piuttosto distratta e superficiale, sulla delicatezza che comportano le centrali atomiche, soprattutto di quelle di vecchia concezione, e che sono state costruite particolarmente vicine a centri abitati.

Oggi, dopo oltre trent’anni dal disastro del reattore n.4, sta arrivando sui nostri schermi una serie prodotta da SKY e da HBO che racconta la storia della centrale sovietica attraverso personaggi e immagini, cercando di rimanere quanto più vicini possibile alla realtà. Chernobyl fu un disastro di uno stato costruito sul culto dell’obbedienza, dove infatti non occorre essere sinceri, ma solo ubbidire a quello che l’autorità vuole.

Quando “la polvere tossica si depositerà in questo spettacolo”, il regista Johan Renck e lo sceneggiatore Craig Mazin saranno ricordati per aver creato un dramma straordinariamente convincente e multivalente, aiutato da prestazioni impeccabili; Jared Harris, Stellan Skarsgård e Emily Watson non sono mai stati tutti così bravi . La verosimiglianza dello spettacolo con la storia vera, è esemplare.

La verosimiglianza dello spettacolo con la vera storia, è esemplare. Molti dei personaggi, come Lyudmilla e Vasily Ignatenko, sono basati sulla testimonianza rilasciata a Svetlana Alexievich per il suo libro del 2015 vincitore del Nobel Voices from Chernobyl: The Oral History of a Nuclear Disaster. Ma Chernobyl si è anche definito per la sua capacità di utilizzare arrangiamenti famosi nelle serie commerciali senza per questo scadere in distopie. La serie ha esibito usi di body horror di cui David Cronenberg sarebbe fiero. Oppure ci sono le scene lente e inquietanti del vento che brilla attraverso gli alberi che sembrano familiari a George Romero e agli innumerevoli film horror sugli zombie che ha generato.
Intanto, però, alcune riflessioni ci vengono spontanee, e potrebbero anche essere quelle che farà il pubblico a casa.

Ad esempio: mentre Londra stende il tappeto rosso per Donald Trump, vale la pena notare la concentrazione attiva di Chernobyl sul potere della “verità ufficiale”. Il più grande rilascio di ricadute nucleari nella storia dell’umanità è stato reso possibile dalle menzogne perpetuate ai più alti livelli del governo, sostenute da un media che si è impegnato volontariamente nella propaganda e nella diffusione di false informazioni. È successo perché la ricerca scientifica è stata respinta o soppressa quando non si adattava all’agenda delle autorità. È rilevante oggi? 54 centrali nucleari sono attualmente in costruzione in 16 paesi , con 454 impianti attivi in tutto il mondo, fate voi. Siamo in un periodo di imprevedibili eventi meteorologici e di cambiamenti sismici che, grazie al rapido riscaldamento del clima, stanno aumentando in termini di regolarità e dimensioni. Per non dimenticare, nel corso di questo decennio, Fukushima – uno stabilimento in uno degli stati più avanzati e internazionalmente conformi al mondo – è andato in collasso a causa di un evento meteorologico bizzarro.

Eppure la serie Chernobyl è anche speranzosa. Rende omaggio a tutte quelle persone, molte delle quali senza mai essere nominate o riconosciute, possono legittimamente essere accreditate per aver salvato la vita a milioni di altre persone.

RK Montanari
RK Montanarihttps://www.lavocedelpatriota.it
Viaggiatrice instancabile, appassionata di fantasy, innamorata della sua Italia.
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