Ci risiamo: nudo in spiaggia violenta una donna

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La notizia. Un ventenne somalo arrivato in Italia lo scorso anno, e che gode di protezione sussidiaria, è stato notato da alcuni passanti mentre in prossimità della Marina di San Vito Chietino, si denudava e cominciava a masturbarsi incurante della gente intorno a lui. Alcuni passanti avvertivano allora le Forze dell’ordine ma nel tempo che trascorreva prima del loro arrivo, il ragazzo faceva perdere le tracce dirigendosi verso una spiaggia vicina nel comune di Ortona. Lì, in un punto isolato, lo straniero avvicinava una pensionata che si trovava in riva al mare per una passeggiata.

A quel punto il somalo bloccava la poveretta e incurante delle preghiere di lei, la costringeva a subire atti sessuali facendole sbattere più volte la testa su grossi ciottoli lì in terra. La poveretta alla fine era riuscita a sfuggire al maniaco a e rifugiarsi in acqua dove finalmente veniva soccorsa da una pattuglia di carabinieri che avevano notato parte della scena da lontano ed erano accorsi. La vittima veniva così trasportata con un’ambulanza presso l’ospedale di Lanciano dove i sanitari riscontravano numerose escoriazioni ed ecchimosi e, soprattutto, un trauma cranico. L’anziana non è in pericolo di vita, ma è stata comunque ricoverata. Il somalo è stato arrestato con l’accusa di violenza carnale.

Ma è finita qui? In teoria, ma in pratica… Dicono… “Ma prima di gridare vergogna, vi siete informati se qualcuno a questo povero 20enne somalo ha spiegato che da noi in spiaggia, quasi sempre, si usa il costume? Perché magari, da dove arriva lui, non c’è questa abitudine, e allora non gli si può fare una colpa”.

Dicono… “Ma prima di gridare vergogna, vi siete informati se qualcuno a questo povero 20enne somalo ha spiegato che da noi, né in spiaggia né altrove, si violentano le donne? Perché magari da dove arriva lui, non c’è questa abitudine, e allora non gli si può fare una colpa”.

Dicono… “Ma prima di gridare vergogna, vi siete informati se questa signora anziana, magari sola, magari un po’ abbandonata, non abbia trovato piacevole il corpo vibrante di questo 20enne somalo che si è prestato per darle un po’ di gioia? No, perché se non capite certe situazioni, vuol dire che siete retrogradi, arretrati, indietro, e forse pure omofobi, perché diciamolo, omofobi lo si è un po’ sempre a meno che non si sia gay. Naturalmente, siete anche razzisti della peggiore specie, perché scommettiamo che a violentare la signora fosse stato un italiano non vi sareste scandalizzati?

Ecco qui, signore e signori, vi abbiamo appena fatto “ascoltare” i classici commenti che da un po’ a questa parte ci perseguitano sui social, in TV durante mostruose tavole rotonde di altrettanti mostruosi opinionisti autoreferenziali, sui quotidiani e, ormai sempre più spesso, anche in Parlamento.

E’ l’aspirazione di una porzione della società italiana di voler difendere l’indifendibile purché sia opera o comunque coinvolga di un migrante. E proprio, anche riflettendoci, non si capisce perché. Perché Serra sente il bisogno di scrivere su Repubblica che ogni volta che c’è uno stupro lui prega affinché non sia opera di uno straniero, ma di un italiano? Perché se un nigeriano coinvolto con la sua mafia picchia un italiano con un cartello stradale, l’italiano risponde con un pugno, il nigeriano cade, batte la testa e muore, anche il presidente della Repubblica sente il bisogno di presentarsi al funerale, in compagnia di presidenti di Camera e Senato e di tre quarti del parlamento, mentre se viene violentata una ragazzina italiana da almeno 4 energumeni stranieri, altro che presentarsi ai funerali, piuttosto sembra quasi che le colpe siano proprio della vittima? Perché se un ventiseienne pregiudicato tunisino si porta via una minorenne italiana, e malgrado 7 denunce dei genitori di lei, pure se i due vengono ripetutamente fermati per controlli di documenti, nessuno si accorge di niente, e vengono lasciati in giro per mesi? Perché accanto ai distributori dei biglietti ferroviaria all’interno della stazione Termini, la principale della Capitale d’Italia, stazionano zingare che pretendono nel senso pieno del termine una sorta di pizzo perché tu possa usufruire della macchinetta? Perché un ragazzino rom può andare a scuola senza vaccinazioni e uno italiano no, e soprattutto perché il razzino rom può anche non presentarsi a scuola mai, senza che accada nulla, mentre se succede a un bambino italiano, il minore viene sottratto alla famiglia? E si potrebbe andare avanti così per pagine e pagine, con esempi talmente strambi e clamorosi che alla fine sembrano quasi incredibili ma, purtroppo, non lo sono.

Non si capisce bene da dove ci arrivi questo assurdo modo di fare. Forse il lavaggio del cervello che subiamo dai media, i quali a loro volta sono sostenuti e mantenuti da chi ha interesse affinché ci si assoggetti a regole ridicole, come nel caso in cui il giudice decide che 4 persone che violentano una ragazzina nelle stesse ore, nello stesso luogo, magari uno dopo l’altro non siano “stupro di gruppo” ma singolo e reiterato, o che il pusher beccato a spacciare, siccome marocchino e quindi lontano da casa, possa farlo in quanto “privo di mezzi e sostentamento”?
A questo punto, sembra quasi di non capirci più nulla. Davvero dobbiamo rinunciare alla nostra cultura, alle nostre tradizioni, alla nostra religione, alle nostre mode, anche alla nostra logica che poi non è così peregrina come vogliono farcela intendere, perché altrimenti siamo etichettati di “razzismo” che una cosa bella non è mai stata, ma che da un po’ in qua è diventato il peccato dei peccati, il reato dei reati, tanto che considerando che se ammazzi qualcuno ti trattano meglio che se dai del negro a un nero africano?

La realtà è che siamo sudditi, o almeno come tali ci trattano, che vogliono farci ingurgitare come verità rivelate cose che semplicemente fanno comodo a chi comanda davvero, inducendoci a credere che sia ciò che abbiamo sempre desiderato e, purtroppo per noi, la rivoluzione dei cervelli è molto al di là da venire.

RK Montanari
RK Montanarihttps://www.lavocedelpatriota.it
Viaggiatrice instancabile, appassionata di fantasy, innamorata della sua Italia.
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