Cina: quattro anni alla blogger che aveva documentato la pandemia a Wuhan. La Meloni condanna il silenzio del Governo

Zhang Zhan, avvocato e blogger cinese che aveva documentato l’inizio della pandemia di coronavirus a Wuhan è detenuta in carcere a Shangai da maggio scorso e due giorni fa, dopo un’udienza di pochi minuti, è stata condannata a quattro anni di carcere.

La Cina la accusa di avere diffuso notizie false ed avere alimentato i disordini, ma la Zhang si era limitata a girare le immagini delle strade di Wuhan nei primi giorni dall’inizio dell’epidemia, che veniva definita dai media cinesi, semplicemente “una influenza anomala”.

I video della Zhan avevano iniziato a diffondersi sul web e le autorità l’avevano attenzionata, sino a recluderla in carcere. Secondo quanto riferisce il suo avvocato, la blogger avrebbe intrapreso uno sciopero della fame e le autorità carcerarie la starebbero alimentando forzosamente tramite un sondino gastrico.

Una evidente e macroscopica violazione dei diritti umani e non sarebbe un caso isolato, atteso che si registrano altri episodi di giornalisti reclusi per le medesime ragioni.

Questo quadro spettrale, da regime comunista, influenza pesantemente peraltro la percezione che il resto del mondo ha della reale dimensione dello stato di cose odierno: la Cina afferma proditoriamente di avere sconfitto un virus che nel resto del mondo miete ancora vittime, e si accaparra così il primato di essere l’unica nazione a chiudere con il PIL in crescita. Questo mentre soffoca e reprime le voci libere.

L’Italia a trazione PD, serva del nichilismo comunista cinese, tace e in questo assordante e generale silenzio si è levata per prima e unica la voce della leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, la quale ha denunciato immediatamente sui social l’abominio: “Il governo italiano non ha proprio nulla da dire su questo ennesimo sopruso compiuto da Pechino?” si chiede la Meloni “Il suo servilismo nei confronti della Cina gli impedisce perfino di chiedere la liberazione della coraggiosa Zhang Zhan?”.

Sono poi seguite, nella stesa direzione, anche le dichiarazioni del portavoce dell’alto rappresentante per gli affari esteri dell’UE Josep Borrel, il quale ha espresso preoccupazione non solo per l’ingiusta detenzione, ma anche per i maltrattamenti a cui la giornalista sarebbe stata sottoposta.

Assurdo, insensato e avvilente che, forse per assecondare interessi altri, il Governo italiano non abbia ancora alzato la voce contro questo evidente abuso.

Preoccupa, anche se non stupisce, che al mutismo del Governo si sommi il silenzio di tutte le anime belle della sinistra buonista, che si stracciano le vesti per qualunque causa umanitaria o pseudo umanitaria, purché queste non siano il prodotto dei danni di bandiere rosse o arcobaleno.

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