Compito dei conservatori è fermare l’ingannocrazia delle sinistre.

La società futura dei progressisti si annuncia, secondo i noti versi di un grande intellettuale conservatore come Giacomo Leopardi, come “le magnifiche sorti” della meritocrazia. Chi ha talento, capacità, merito, va avanti: per tutto il resto, c’è il reddito di cittadinanza. Fa sorridere che siano proprio gli eredi dei marxisti a propagare queste fole, che Marx nel Capitale chiamava robinsonate, dal Robinson Crusoe di Defoe che per Marx era la metafora dell’individualismo.

Al contrario, la società futura si configura come una sorta di “ingannocrazia” dove a prevalere è la classe che prospera attraverso la truffa e il raggiro. A scriverlo è Angelo Codevilla su “The American Mind” del 9 luglio dello scorso anno ma che la rivista ha voluto riproporre qualche giorno fa, a dimostrazione di quanto l’autore avesse previsto, soprattutto considerando che scriveva prima delle elezioni americane di ottobre. Angelo Codevilla è italiano, trasferitosi in gioventù negli Usa, professore di Relazioni internazionali e uno dei massimi intellettuali conservatori.

La “ingannocrazia” è un ceto composto da politici, operatori dei media, burocrati e tecnocrati, che si è impossessato del potere reale attraverso l’inganno appunto, la falsificazione quotidiana, la martellante propaganda, le modifiche alla legislazione attraverso le procedure burocratiche e tecniche e senza passare attraverso le assemblee legislative , spesso nel silenzio di media compiacenti che dirottano l’attenzione. Questa “nuova classe dominante “ possiede alcune armi ideologiche che le servono per legittimare il proprio potere post democratico e per delegittimare gli avversari politici: sono la Teoria del Riscaldamento Globale, la Teoria Critica delle Razze (spacciata per “antirazzismo”) il Femminismo, il Multiculturalismo, la Teoria del Gender. Con il covid si è aggiunto un nuovo tassello che Codevilla definisce “sanitarismo”

Il sostegno al lockdown nel nome della salute pubblica è diventata parte integrale della Sinistra da Establishment e del Partito democratico. Come la fiducia nell’aborto, Nel riscaldamento globale, nelle frontiere aperte e nella censura di chiunque essi considerano praticare “discorsi di odio”. La classe dominante ha integrato il lockdown nella sua identità  cosi come ha fatto per altre demonologie . Ovviamente gli attivisti BLm, femministi, ambientalisti ecc hanno subito appoggiato le restrizioni e le chiusure  sulla base del fatto che salvare vite dal covid coincidesse con la loro causa. Il Covid ha inoltre reso le mascherine un segno di una identità tribale comune a tutte le costituenti della classe dominante. Indossare la mascherina è diventato il modo pubblico per distinguere i virtuosi dai deplorabili “.

Quale rimedio per combattere la “ingannocrazia”? Codevilla non lo spiega e ci proviamo noi. La prima: informare e controbattere agli inganni della narrazione mainstream con lo sguardo critico. Seconda: appellarsi alla democrazia nel senso delle urne e del responso elettorale. La ingannocrazia, la nuova classe dominante, è potente ma minoritaria nel paese, per questo cerca in ogni modo possibile di manipolare le urne (vedi i tentativi che ora il Partito democratico usa per cambiare legge elettorale). La ingannocrazia vuole la democrazia mediata, cioè controllata e regolata, mentre i conservatori, che stanno con la gente comune, devono lottare per la democrazia senza mediazioni, cioè quella plebiscitaria, sul modello gollista per intenderci. Terzo, sul piano ideologico, di fronte alle follie ideologiche della ingannocrazia, appellarsi al senso comune come lo definiva il padre del conservatorismo politico italiano, Gian Battista Vico: il consenso spontaneo e universale di tutti gli uomini sui principi metafisici della realtà e sulla legge morale naturale, un consenso «popolare» ostile alla «boria dei dotti». Dotti che non lo sono poi neppure più tanto, visto che la ingannocrazia usa a loro volta ideologi simulatori, capaci di nascondere il nulla di pensiero grazie al supporto mediatico della nuova classe dominante (pensiamo a un Roberto Saviano). Se la sinistra è il partito dell’inganno, i conservatori devono diventare quello del senso comune.

Marco Gervasoni
Marco Gervasoni (Milano, 1968) è professore ordinario di Storia contemporanea all’Università degli Studi del Molise, editorialista de “Il Giornale”, membro del Comitato scientifico della Fondazione Fare Futuro. Autore di numerose monografie, ha da ultimo curato l’Edizione italiana delle Riflessioni sulla Rivoluzione in Francia di Edmund Burke (Giubilei Regnani) e lavora a un libro sul conservatorismo.

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Adele

Se Fratelli d’Italia arriva al governo e stavolta non si smantella una volta per tutte questo apparato di potere inquinato in ogni dove dal comunismo culturale, manovalanza del capitalismo globalista, un apparato di potere (quello che nelle società anglosassoni è chiamato “deep state”) che avvelena e schiera a propaganda continua ed orwelliana contro la destra praticamente tutte le istituzioni – ministeri, magistratura, burocrazia, pubblica amministrazione, media et cetera – non ne usciremo mai fuori. Mai.

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