Concessioni balneari, Fantozzi-Torselli (FdI): “La Regione solleciti Governo e Parlamento affinché venga approvato il riordino del sistema di rilascio delle concessioni demaniali”

Presentata una mozione alla Giunta regionale

“La Regione solleciti Governo e Parlamento affinché venga approvato il riordino del sistema di rilascio delle concessioni demaniali, che contemperi le esigenze di tutela della concorrenza e del mercato con la tutela dei concessionari esistenti”. Lo chiedono, con una mozione, il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Francesco Torselli, ed il Consigliere regionale, Vittorio Fantozzi, vicepresidente della Commissione Sviluppo economico.

“La questione delle concessioni balneari è da anni al centro di un braccio di ferro tra la Commissione Europea e l’Italia, in particolare la direttiva europea del 2006, la cosiddetta direttiva Bolkenstein, ha dichiarato non compatibili i provvedimenti di rinnovo o proroga automatica delle autorizzazioni demaniali marittime destinate all’esercizio delle attività turistico-ricreative, in assenza di qualsiasi procedura di selezione tra gli aspiranti. Con una recente sentenza il Consiglio di Stato ha dichiarato illegittima l’estensione delle concessioni al 2033 in quanto automatica e generalizzata, fissando il termine del 31 dicembre 2023 entro cui istituire le gare -ricordano Fantozzi e Torselli- Non è chiaro come lo Stato si dovrà comportare nei confronti delle migliaia di concessionari che hanno già avuto il proprio titolo protocollato ufficialmente fino al 2033 e hanno effettuato investimenti”.

“Centinaia di famiglie del comparto balneare da un giorno all’altro potrebbero vedere andare in fumo i loro progetti, i loro sacrifici, in uno scenario di totale incertezza per il loro futuro. Sono scoraggiate ad investire in un settore già duramente colpito dalla crisi pandemica e quindi, per la prossima estate, l’offerta turistica potrebbe non essere all’altezza delle precedenti. Se le nuove concessioni saranno date solo per pochi anni, le società che subentrano per massimizzare il profitto, potrebbero alzare i prezzi dei servizi alla clientela. Non solo. La costa toscana è attraente per i grandi gruppi internazionali e si potrebbe correre il rischio di perdere il radicamento con il territorio” sottolineano i Consiglieri regionali di FdI.

“Secondo i dati del Ministero delle Infrastrutture in Italia quasi il 50% delle coste sabbiose è occupato da stabilimenti balneari, oltre 52mia le concessioni demaniali marittime in Italia, di cui 27.335 per uso turistico-ricreativo. E tra queste, il numero degli stabilimenti balneari ammonta ad oltre 7.500. In Toscana si contano 892 attività distribuite lungo 397 km di costa (2,2 imprese ogni km)” fanno notare Fantozzi e Torselli.

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