Contributi per opere pubbliche, neanche un euro nel Bellunese. De Carlo: “Situazione denunciata da due anni. Si colpiscono i comuni virtuosi”

“Dopo due anni senza risposte, ecco la nuova mazzata: neanche un euro arriverà dallo Stato ai comuni bellunesi come “contributi per la realizzazione di opere pubbliche per la messa in sicurezza di edifici e del territorio”. Questo Governo sordo, con la complicità di ANCI, continua così a picchiare sulle realtà virtuose”: il deputato di Fratelli d’Italia e sindaco di Calalzo di Cadore, Luca De Carlo, commenta così la graduatoria pubblicata dal Ministero dell’Interno, che a fronte di oltre 8mila richieste ha approvato l’erogazione di 400 milioni di euro di contributi per poco più di 300 progetti.
“Trovo gravissimo che, nonostante le numerose interrogazioni e gli ordini del giorno che ho presentato al passato e al presente Governo, nessuno sia intervenuto per modificare quei criteri che hanno poi finito per penalizzare le realtà bellunesi e venete”, evidenzia De Carlo.
In particolare, De Carlo sottolinea come nella graduatoria non siano stati premiati i comuni con minor avanzo di bilancio, bensì quelli in disavanzo: “Il risultato è che nessuna delle 52 domande bellunesi è stata accolta, e in tutto il Veneto solo tre realtà, tutte con avanzo positivo, – Valdobbiadene a Treviso, Carceri a Padova e Pettorazza Grimani a Rovigo – sono entrate nella graduatoria finale, a favore di comuni con anche 20, 30 e fino a 60 milioni di euro di disavanzo. È avvilente lavorare così: anziché premiare i virtuosi, vengono date ulteriori risorse a chi, numeri alla mano, non si è dimostrato in grado di gestire quelle che già aveva. È una situazione che denuncio da un paio di anni, dopo la segnalazione arrivatami dal sindaco di Tambre, ma non c’è stata alcuna risposta”.
Anche per questo, De Carlo torna ad attaccare anche l’Associazione Nazionale Comuni Italiani: “Dopo la beffa dei tagli del fondo di solidarietà, ora questo provvedimento. ANCI che fa? Perché non prende posizione e assiste invece in silenzio all’ennesima penalizzazione dei suoi associati più validi? È inutile continuare a elogiare e a sostenere a parole la virtuosità degli enti locali se poi viene premiato chi non ha i bilanci in regola. ANCI torni a fare il sindacato dei comuni e difenda il diritto di tutti a partecipare ai bandi con regole eque, e non resti muto di fronte a un Governo che di enti locali e di gestione della cosa pubblica sa poco o nulla”.

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