Coronavirus. A Milano i rom non pagano l’affitto, mentre commercianti e milanesi arrancano.

“Prosecuzione della sospensione e differimento del pagamento delle tariffe giornaliere per la permanenza e i servizi generali, nelle aree autorizzate di via Negrotto, via Chiesa rossa, via Bonfadini e del Villaggio Martirano per i mesi di giugno, luglio, agosto, settembre 2020”.

Ancora quattro mesi di condono dell’affitto che si vanno ad aggiungere alla sospensione del canone già concessa per il periodo che va da febbraio a maggio. In totale otto mesi.

Così l’amministrazione Sala a Milano condona l’affitto ai rom insediati nelle aree autorizzate, mentre i milanesi – spiega il Giornale – si trovano a fare i conti con agevolazioni e aiuti a freno a mano tirato. Ai negozianti ad esempio, il Comune ha concesso gratis le occupazioni temporanee di suolo pubblico per allestire i dehors e alle imprese in lockdown durante l’emergenza sanitaria hanno concesso uno sconto del 40% sulla parte variabile della tassa relativa alla gestione dei rifiuti. Ma se nel periodo di chiusura forzata né negozi né bar né ristoranti avevano usufruito del servizio, quindi, perché farla pagare?

Ma il vero problema è: al termine della sospensione dei pagamenti, il Comune di Milano come recupererà le somme dovute dai nomadi?

Come non le recupera mai, svela Libero, visto che in alcune delle aree citate solo il 20% paga i canoni di affitto e in altre va anche peggio, in condizioni normali, figuriamoci dopo la sospensione dovuta all’emergenza covid.

Tasse, rate e rientri, graveranno, come al solito, solo su cittadini, commercianti e imprenditori.

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