Coronavirus, italiani campioni di solidarietà ma non basta.

L’emergenza Coronavirus sta facendo risvegliare negli italiani il senso di appartenenza e amplificando, all’ennesima potenza, la voglia di solidarietà e di aiutare chi ha bisogno; dote innata nel nostro popolo, checché ne dicano all’estero.

Sono centinaia, infatti, i crowdfunding e le campagne attive in tutta Italia per sostenere la nazionale, messa a dura prova da questa epidemia. Ogni città sostiene i propri ospedali ed i presidi sanitari promuovendo delle raccolte fondi per l’acquisto di attrezzature, dispositivi e materiali utili a medici, infermieri e a tutto il personale sanitario, cercando in qualche modo di sopperire alle carenze strutturali del Sistema Sanitario Nazionale, evidenziate da questa crisi.

Tantissime iniziative a macchia di leopardo su tutto il territorio nazionale, soprattutto nelle zone più colpite dal Covid-19. E’ una vera e propria gara di solidarietà per aiutare gli italiani colpiti dal virus e per supportare i medici, gli infermieri e gli operatori che, eroicamente ed in maniera silenziosa, ogni giorno e ogni notte, con i mezzi che hanno a disposizione cercano di curare quante più malati possibili. Mezzi e presidi come i respiratori, i posti  letto e le protezioni individuali di sicurezza che oggi non bastano più.

Grazie a Italia Non Profit, che ha aperto il sito internet “Sosteniamo gli Ospedali italiani“, è possibile vedere tutte le campagne attive in Italia e si possono segnalare quelle che mancano. Un ottimo servizio per chi desidera effettuare una donazione.

Per uscire dall’emergenza del Coronavirus ognuno di noi deve fare la propria parte, con responsabilità e buon senso. Per chi può si mobiliti per aiutare concretamente a superare questa situazione di emergenza. Andrà tutto bene se resteremo uniti e sapremo essere comunità. E sapremo riuscirci. Con la collaborazione e la solidarietà di tutti vinceremo la sfida contro il covid-19 ma è evidente che questa esperienza ci ha insegnato che dobbiamo investire in modo mirato sulla e ripensare sia all’organico che al reclutamento del personale che al numero di posti letto e presidi ospedalieri su tutto il territorio nazionale.

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