Coronavirus. La Pietra (FdI): inchiesta Procura Prato su DPI. Governo e Regione Toscana chiariscano

“Mentre l’Italia piangeva tutti i giorni centinaia di morti, c’è stato chi ha speculato sul bisogno approfittando dell’allentamento burocratico e delle deroghe alle normative. Una vergognosa pratica pagata con i soldi pubblici nell’assoluto vuoto di controlli e verifiche provocato dall’urgenza di reperire gli indispensabili dispositivi di protezione individuale, primi su tutti le mascherine. Questo ci dice l’inchiesta della Procura di Prato: 45 milioni di euro pagati dalla presidenza del Consiglio dei ministri e dalla Regione Toscana ad un’azienda cinese, il Gruppo YL, per produrre cento milioni di mascherine per la Protezione civile nazionale e per i sanitari e per la popolazione della Toscana. Mascherine fatte – si scopre ora – con il di operai clandestini e sfruttati in capannoni-dormitorio, che la Regione si vantava di aver definitamente cancellato, con materiali non tracciati e in assenza di autorizzazioni e validazioni sanitarie” A dirlo il senatore di Fratelli d’Italia Patrizio La Pietra, che sulla questione ha presentato un’interrogazione.

“Nessuno – continua il senatore di FdI – tra coloro che hanno gestito le trattative per la fornitura delle mascherine si è minimamente preoccupato di controllare, verificare e assicurarsi che la valanga di milioni di euro pubblici fosse spesa per garantire ai cittadini dispositivi sicuri e prodotti nel rispetto delle regole. La presidenza del Consiglio dovrebbe spiegare come nasce il rapporto con il gruppo YL, che si è aggiudicato la produzione della fornitura, e lo stesso dovrebbe fare la Regione Toscana che nemmeno si è accorta di aver dato ad una impresa che, mentre garantiva una gestione in proprio della fabbricazione di mascherine, aveva 18 dipendenti su 25 in cassa integrazione”.

“L’inchiesta della Procura di Prato segnala una volta di più il fallimento di un governo, incapace di esercitare il benché minimo controllo sull’impiego dei denari dei cittadini ma fenomenale in slogan e annunci. E rimarca il fallimento della Regione Toscana da anni impegnata a rincorrere il fantasma della legalità e dell’integrazione di una comunità che ha dimostrato di avere un unico valore: il profitto, perseguito senza scrupolo alcuno anche grazie ad atteggiamenti tanto accomodanti quanto imbarazzati dei governi nazionale e regionale” conclude La Pietra.

 

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