Coronavirus, mettiamo i percettori del Reddito di Cittadinanza a lavorare!

Siete dei liberi professionisti? Avete smesso d’incassare, o addirittura avete perso il lavoro, a causa del Coronavirus? Se vi va bene riceverete 600 euro una tantum.

Questo è il fantastico e utilissimo aiuto che Giuseppe Conte e i suoi ministri hanno deciso per chi manda avanti la nostra Nazione. Sono ironico ovviamente. E pure arrabbiato.

Nessuno pretende miracoli da Conte – considerando i suoi consiglieri sarebbe utopico farlo – ma invece di perdere tempo in conferenze stampa, senza stampa, a tarda notte non sarebbe il caso di lavorare seriamente per l’Italia? Certo fare dichiarazioni senza dire nulla ma con un’ora di ritardo a qualcosa servono: ad aumentare i follower della pagina del nostro – brrrr – Presidente del Consiglio.

E allora ci sentiamo di fare noi una piccola proposta: mettiamo i percettori del Reddito di Cittadinanza a lavorare.

Come sapete fra gli 800 mila e il milione di percettori dovrebbero fare i lavori socialmente utili – che la legge chiama Progetti Utili alla Comunità – a favore dei propri comuni di residenza. Ovviamente anche prima della pandemia non erano praticamente partiti e così abbiamo centinaia di migliaia di persone che prendono soldi a, come si dice qui a Roma, gratis. Cioè senza fare nulla in cambio.

Ovviamente nessuno pensa debbano fare lavori pericolosi o che necessitano particolari competenze ma in uno stato d’emergenza come questo chiunque dovrebbe dare il proprio contributo.

Cosa potrebbero fare?

Ecco alcune ipotesi di attività che si possono svolgere senza rischi e a distanza di sicurezza:

Sanificare le strade

Siamo d’accordo con la proposta di Fratelli d’Italia: facciamoli sanificare le strade

In questo momento le nostre strade sono, giustamente, vuote. Quale occasione migliore per ripulirle a fondo? Farà bene alla lotta contro il coronavirus, alla salute in generale e anche al decoro.

Curare il decoro degli edifici pubblici

Oppure perché, oltre a sanificare, non possono essere impiegati per ripitturare le scuole o gli uffici pubblici chiusi o i monumenti? Giustamente tutti esaltiamo chi riqualifica il bene comune. Ora abbiamo anche la forza per farlo.

Salvare la nostra agricoltura

Perché non impiegarli per salvare la nostra agricoltura? In questi di giorni in cui andare a fare la spesa è l’unico svago di una cosa possiamo essere contenti: i supermercati e i negozi di alimentari sono sempre riforniti.

Ma sarà sempre così? Ora che i trasporti con l’estero sono bloccati e chissà quando riapriranno dobbiamo incentivare ancora di più i prodotti che, oltretutto, sono solitamente di qualità superiore a quella delle altre nazioni.

Ma nonostante l’impegno di tutto il mondo agricolo italiano ci sono dei problemi che se non verranno risolti causeranno una crisi senza precedenti con conseguenze drammatiche.

Con la primavera arriva il momento di curare i campi e cominciare a raccogliere i prodotti. Ma se i braccianti agricoli stagionali non possono muoversi chi raccoglierà i prodotti della nostra terra?

E se non vengono raccolti come potranno arrivare nei supermercati e sulle nostre tavole?

E allora torniamo alla nostra proposta iniziale usando le parole, molto più qualificate delle nostre, del Presidente di Confagricoltura L’Aquila, Fabrizio Lobene, che a Marsicalive denunciando la mancanza di braccianti agricoli in tutta la provincia propone una soluzione:

“occorre risolvere il problema degli ingressi in Italia dei lavoratori stranieri regolari che ora sono bloccati in Marocco e Macedonia, in alternativa è necessario utilizzare i percettori del reddito di cittadinanza, i disoccupati casalinghe e studenti con la reintroduzione del voucher, altrimenti il Fucino si fermerà”.

Tutta l’agricoltura è un’eccellenza italiana e non può essere demandata a personale improvvisato ma momenti di crisi pretendono scelte decise e che, per quanto non ottimali, possano aiutare.

Impegnare i percettori del Reddito di Cittadinanza è un dovere perché solo attraverso il si conquista e si difende la propria dignità. E oggi tutti sono chiamati a fare il proprio dovere per l’Italia e per gli italiani.

E per quanto tutto il Reddito di Cittadinanza andrebbe rivisto ora è il momento di dare un minimo di senso al provvedimento.

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