Coronavirus: nella confusione del Governo una luce: Il vademecum di Fratelli d’Italia

In questi giorni ci siamo occupati della demenziale situazione delle autocertificazioni. 4 modelli in meno di un mese e chissà che non ci sia un seguito.

Ma l’enorme confusione che il governo, che sconta evidentemente la scarsissima esperienza dei suoi attori principali, ha generato continuando ad adottare atti su atti per arginare il coronavirus riguarda moltissimi altri ambiti.

Cosa si può e cosa è vietato fare? E quali conseguenze ci sono a seconda delle scelte che facciamo?

La complessità della situazione di per sé è complicata dalla pluralità di norme adottate da soggetti diversi (Presidente del Consiglio, Ministri, Presidenti delle Regioni, Sindaci) e con strumenti diversi (decreti legge, decreti e ordinanze ministeriali, decreti presidenziali, ordinanze sindacali) che incidono in maniera diversa su territori diversi (tutto il territorio nazionale, solo una regione, solo una zona rossa).

E poi il rincorrere la situazione da parte del Governo con i decreti annunciati su Facebook a tarda notte certamente non aiuta.

Pur considerando la complicatezza della materia e della terminologia, l’auspicio e che almeno i nuovi testi siano completi, riducendo al minimo il rimando a altre fonti. È infatti esattamente questo che Fratelli d’Italia, con l’opposizione, ha chiesto nell’incontro del 23 marzo sera con Conte: unire tutti e quattro i decreti di emergenza ad ora fatti, in un unico testo e renderlo “completo”, ovvero chiaro a prima lettura, senza rimandi a leggi, ordinanze, protocolli, ecc.

Purtroppo a queste giuste richieste di semplificazione comunicativa il Governo è, come al solito, rimasto sordo.

E allora ben venga il vademecum generale realizzato dall’Ufficio Studi di Fratelli d’Italia per orientarsi su cosa si possa e non possa fare.

AVVERTENZA IMPORTANTE: i singoli comuni o le regioni possono aver aver adottato politiche più restrittive a seconda della propria condizione.

E non è detto, in attesa di una risoluzione della pandemia, che le norme non possano cambiare

 

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