mercoledì, Settembre 30, 2020

Cosa hanno in testa i romani…

Ormai sono passati 2 anni e più da quel 22 giugno 2016 quando una giovane donna semisconosciuta, Virginia Raggi, divenne sindaco di Roma. Passò al primo turno, non certo per il suo carisma – inesistente – o della sua preparazione – non pervenuta – quando perché era la candidata del Movimento 5stelle, e la gente fu per Grillo e compagnia che votò.

Così, questa graziosa giovane donna con le orecchie che ricordano Rosi, la fidanzata di Topo Gigio, si presentò davanti alle telecamere con un candore incredibile ma anche con un’apparente sicurezza di sé che fece gridare al miracolo. Poche parole. “Roma ha da oggi un sindaco donna, è una grande rivoluzione..”ecc. ecc. E in effetti, un sindaco donna, per di più giovane, che arrivava dal Movimento 5stelle era davvero una sorta di sconquasso che lasciava le stanze dei partiti di potere silenziose e mortificate.

Grandi speranze, quindi, soprattutto dai non addetti ai lavori, da parte degli elettori, a cui poco importano i giochi di potere e le difficoltà del buon governo, ma che puntano a vedere obiettivi e speranze realizzate. E che tendono anche a prendersela parecchio a male quando le cose non vanno come hanno sperato. Non a caso, Marino, il sindaco che aveva preceduto la Raggi era durato 9 mesi prima di essere spedito a casa dal furore popolare ed essere sostituito da commissari che riportarono la città al voto.

Arrivati a questo punto, alcune premesse: è vero che Roma è una città molto grande, è vero che ha una planimetria disordinata, è vero che è costosissimo mandarla avanti, e che potrebbe risultare anche ingestibile, ma è pur vero che con tutti i loro limiti nessuno di tutti i sindaci che hanno preceduto Virginia Raggi ha fatto peggio di lei. Una città già in condizioni difficili, in questi ultimi due anni è precipitata e si ritrova ora allo sbando. Niente, ma proprio niente, funziona più. Se prima un minimo di decoro urbano era stato mantenuto, oggi tutto è cancellato, la sporcizia è ovunque, i topi ormai hanno raggiunto proporzioni da castori e sono i veri padroni dei marciapiedi, il traffico è sconvolgente e, se non bastasse, i mezzi pubblici vanno a fuoco con impressionante regolarità, insieme ai tronchi degli alberi che ormai cadono sulla testa dei cittadini e ogni tanto ne accoppano qualcuno, esattamente come le buche che ormai sono in tutte le strade, e che sempre di più assumono l’aspetto di voragini. In compenso, per le vie della città si può incontrare fauna di tutti i tipi. Oltre ai topi di cui abbiamo già detto, sono spuntati i maiali, e poi famigliole intere di cinghiali come quelli che potete vedere in foto, ripresi nel parco giochi di Spinaceto, a un passo dall’Eur.  Il tutto senza voler considerare che le mancate disinfestazioni, un tempo effettuate periodicamente, hanno fatto arrivare a Roma anche zanzare esotiche con annesse esotiche malattie, come ha dimostrato la Chikungunya, le cui punture non si sono registrate in qualche ansa lussureggiante del Tevere, ma a Porta Metronia, nel cuore stesso della città.

Due anni di tragedia completa, con la Raggi capace solo di promesse non mantenute e di passerelle sul red carpet  di varie manifestazioni, magari riuscite se non organizzate dal Campidoglio dove, in due anni, non si è riusciti nemmeno ad avere mai una giunta al completo. Eppure, in tutto questo, qualcosa di più è inspiegabilmente è accaduta. Una mancanza, quello sdegno chiassoso che i romani hanno sempre manifestato quando le cose hanno preso una china inaccettabile, come è avvenuto da quando Virginia Raggi è sindaco di Roma. Ma allora, cosa sta succedendo?

Niente di eccezionale, una volta di più i romani – che in questo caso si sono dimostrati più italiani che mai – hanno fatto comprendere a chi ancora non ci credesse che quando si vota non lo si fa con la testa, per il bene della propria Nazione e di se stessi, ma lo si fa come i tifosi di una squadra di calcio. Adesso vanno di moda i 5stelle (insieme alla Lega da poco aggiuntasi). Non importa se nelle varie prove di gestione del potere abbiano dimostrato per lo più di essere pressappochisti impreparati. Poco importa che la Raggi sia il peggio di questa manifestazione di incapacità, e che ormai abbia esaurito ogni scusante accettabile: la coperta del “tifoso” si stende su di lei e la protegge, permettendole ancora di mostrare la faccia in giro senza essere sommersa di pernacchie.

Adesso si tratta solo di stabilire quanto durerà, previsioni difficili perché gli italiani sono mutevoli, ingannevoli, ostinati, irragionevoli e via discorrendo e quindi i romani, da bravi italiani, potrebbero tenersi la Raggi fino a fine mandato e magari anche oltre – ma dubitiamo che i pentastellati avrebbero mai il coraggio di ripresentarla – oppure magari domani mattina potrebbe scoppiare una vera e propria rivolta contro l’amministrazione capitolina. Nel frattempo gli incolpevoli – e cioè coloro che non si sono mai sognati di votare la Raggi, sebbene abbiano adempiuto al loro obbligo di cittadini elettori –  sono gli unici che subiscono le tante difficoltà di vivere in un città bellissima ridotta ai minimi termini, facendo lo slalom tra la spazzatura, osservando un albero di Natale spelacchiato che se paragonato a quello di altre capitali europee fa vergognare, accettando di camminare tra i bivacchi di extracomunitari che dormono, si lavano e defecano ai piedi della Domus Aurea, mormorando parolacce a bassa voce mentre pagano la tassa per la spazzatura più alta d’Italia, o tentano di ottenere un certificato di residenza in meno di tre mesi. E nella disgraziata evenienza che venga loro in mente di lamentarsi ad alta voce, c’è sempre un grillino pronto a saltare su per far notare che nella giunta Raggi la prima parola è onestà, mentre prima non era così.

Del resto, se sei immobile e te ne freghi di tutto, diventa difficile anche l’appropriazione indebita ma, a parte ciò, quello che fa davvero tristezza è che la gente pensi di dover avere un sindaco inetto per non avere un sindaco ladro, come se avere un delinquente al Capidoglio fosse quasi un obbligo, una maledizione. La domanda sorge perciò spontanea: ma proprio non è possibile avere un sindaco onesto e anche capace?

RK Montanari
RK Montanarihttps://www.lavocedelpatriota.it
Viaggiatrice instancabile, appassionata di fantasy, innamorata della sua Italia.
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