Stamattina, sul Fatto Quotidiano, è apparso un editoriale particolarmente “rosicone”nei confronti di Giorgia Meloni.

Il Presidente di Fratelli d’Italia è finita – suo malgrado – in una zuppa velenosa cucinata dalla giornalista Luisella Costamagna che ha scritto un articolo in cui risulta evidente che abbia il dente avvelenato per il fatto che il Times, apriti cielo, l’abbia celebrata come una della venti persone che possono cambiare il mondo nel 2020.

E così anche la Costamagna si è cimentata nella mission impossible di provare a distruggere l’immagine della “Io sono Giorgia” nazionale, colpevole di salire costantemente nei sondaggi con FDI che insieme alla Lega di Salvini rappresenta la maggioranza dell’elettorato italiano.

Ma ci ha pensato il Secolo d’Italia, a rimettere le cose a posto.

E pure Luisella Costamagna si è iscritta al club dei rosiconi. Quelli che non sopportano la crescita di Giorgia Meloni e devono sparare a casaccio contro la presidente di Fratelli d’Italia. Facendo anche confusione in un articolo pubblicato ovviamente dal Fatto quotidiano che lo ha intitolato “Cara Meloni, cosa ha fatto per l’Italia?“. Domanda lecita da una giornalista che non sarà mai citata dal Times tra i venti personaggi che cambieranno il mondo.

Ha scritto il quotidiano della Fondazione Alleanza Nazionale diretto da Francesco Storace, continuando poi, con il consueto stile schietto e graffiante dello pseudonimo “Il Cavaliere Nero”, a smontare pezzo per pezzo le “tesi” della giornalista di sinistra. A partire dalla falsa accusa che la Meloni sia in politica da 25 anni senza aver fatto nulla per l’Italia.

Perché Luisella attribuisce a Giorgia 25 anni di “carriera politica”. A parte il fatto che da queste parti si chiama militanza – inclusi rischi per la vita che probabilmente la signora del Fatto non conosce – gradiremmo sapere di quali calcolatrici sono dotati in redazione. Perché la Meloni è in Parlamento dal 2006 e non dal 1995. Cinque anni li trascorse alla provincia di Roma dopo aver vinto le elezioni primarie in An (noi le facevamo prima di altri, anche se Travaglio e company non se lo ricordano).

Ha ben raccontato Storace, rinfacciando anche alla Costamagna che a destra un leader donna c’è, a sinistra quando succederà? Non è poco ricordare ai paladini dei diritti per tutti, la loro scarsa capacità di mettere in pratica i concetti di uguaglianza e pari opportunità che vanno continuamente sciorinando con quell’aria di presunta superiorità morale che non li abbandona mai.

Ma godetevi l’intero articolo sul Secolo, cliccando qui sotto.

Ci mancava una rosicona di nome Luisella Costamagna per sparare a casaccio sulla Meloni