Covid. Zaffini (FdI): medico di Famiglia è la chiave di volta della campagna vaccinale. Finora sottoutilizzato e trascurato va garantito percorso formazione accelerato e premialità

“È il medico di medicina generale, il medico di famiglia la chiave di volta per portare al vaccino gran parte degli oltre 7 milioni e mezzo di italiani che non hanno ancora voluto provvedere ad effettuare la pima dose, questi rappresentano un grave problema specialmente con la nuova variante e con la stagione del picco influenzale”.

A dirlo il senatore di Fratelli d’Italia, Francesco Zaffini, segretario della Commissione nel corso di Mattino Cinque.

“Si parla tanto di medicina di prossimità, ma sino ad oggi la figura che è stata all’inizio trascurata e oggi ancora sottoutilizzata, è proprio quella del medico di medicinale generale – continua il senatore Zaffini. E dire che è colui che conosce la storia sanitaria di tutti i componenti del nucleo familiare, che può effettuare una valutazione complessiva sul soggetto fragile, e che può fare una valutazione generale sul soggetto guarito dal Covid alle prese probabilmente con i problemi del “long COVID” e quindi valutare l’opportunità o meno di effettuare la vaccinazione. E’ ovvio che si tratta di una categoria che deve essere coinvolta maggiormente e messa anche in condizione di effettuare le valutazioni che gli sono richieste attraverso un percorso di formazione accelerata. Altra circostanza è, poi, quella di prevedere delle premialità in virtù del grado di coinvolgimento che saranno in grado di fornire e dei risultati ottenuti”.

“Ogni medico di Famiglia ha tra i suoi assistiti un numero rilevante di non vaccinati, mediamente 70/100, e questi devono essere individuati, seguiti, bisogna incontrarli presso il loro domicilio, e chiaramente devono essere vaccinati. Su questi soggetti deve essere fatta una valutazione sanitaria complessiva che solo il medico di medicina generale può effettuare, ovviamente adeguatamente supportato da tutte le strutture specialistiche necessarie e, come detto, da un percorso di formazione accelerato”.

“Questo tema sarà trattato nel corso del convegno organizzato dal gruppo al Senato di Fratelli d’Italia il prossimo 1 dicembre in Senato proprio con la categoria dei medici di medicina generale, che al momento risulta essere “in contumacia” rispetto ai tante progetti di riforma del sistema sanitario nazionale. Tutto ciò è quantomeno inspiegabile, se non assurdo. Se fino ad oggi potevamo parlare di “lucro cessante” e della sottoutilizzazione di una categoria assolutamente in grado di dare le risposte necessarie, da oggi in avanti bisogna parlare di vero e proprio “danno emergente”. E non si capisce perchè questo danno dobbiamo perpetrarlo proprio nel bel mezzo di una quarta ondata pandemica, rappresentata dalle nuove varianti” conclude il senatore Zaffini.

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