Csm: Balboni (FdI): una legge che non affronta troppe criticità e mantiene privilegi feudali

“La italiana e la stragrande maggioranza dei magistrati italiani che amano il loro e svolgono l’alta funzione cui sono chiamati con grande impegno e professionalità, meritavano ben altro che questa legge. Un provvedimento che non scalfisce lo strapotere delle correnti nel CSM – introducendo anzi un sistema elettorale che esalta il loro potere contrattuale e le rende ancora più forti – e sul quale si sarebbe potuto intervenire con il sorteggio temperato, soluzione riconosciuta da giuristi insigni e liberi come Nordio e Gratteri e proposto anche da Fratelli d’Italia tramite emendamenti, ovviamente tutti respinti. Non solo, questa legge sfiora appena il discusso fenomeno delle cosiddette porte girevoli, non affronta il tema dei magistrati fuori ruolo, né la sostanziale immunità garantita ai magistrati, a dir poco feudale, che prevede una responsabilità limitata a sei mensilità lorde di stipendio rispetto ad atti e decisioni sbagliate e negligenti, con colpa e dolo, che provocano un danno ai cittadini. Il tutto in violazione dell’articolo 28 della Costituzione che prevede che tutti i dipendenti pubblici rispondano dei danni che provocano. E quando c’è qualcuno più uguale degli altri – come ci ha insegnato George Orwell in «La Fattoria degli animali» – allora non c’è più democrazia”. Così il senatore di Fratelli d’Italia Alberto Balboni, vice Presidente della commissione in Senato durante la dichiarazione di voto sulla riforma del Csm in Aula.

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