“Cura-Italia” e la vergogna della conferenza stampa senza il decreto

L'altra notte è stato finalmente pubblicato il Decreto Legge “Cura Italia” con le proposte del Governo per contrastare i terribili effetti economici del Coronavirus.
Nei prossimi articoli sulla Voce del Patriota commenteremo le soluzioni proposte, qui ci limiteremo a segnalare la vergognosa gestione che Conte e i suoi ministri hanno tenuto in quest'occasione. Anche in questa occasione.

Lunedì 16 alle ore 15 il premier Conte, il ministro dell' Gualtieri e quella del Lavoro Catalfo si siedono davanti ai pochi giornalisti ammessi, a debita distanza fra loro, nella sala stampa di Palazzo Chigi.
Dopo averlo annunciato e dopo lunghissimi ritardi è finalmente pronto un decreto dal nome altisonante: “Cura Italia”. Un decreto di cui l'Italia ha straordinariamente bisogno.
Conte e Gualtieri lo elogiano: sono 25 miliardi che salveranno l'Italia dal baratro economico. Dicono loro.
Poi non aspettano le domande e se ne vanno lasciando il ministro Catalfo sola ad affrontare i giornalisti con una serie di “chiedete ai ministri competenti”.

Tutto bene? No.
Forse per la prima volta nella storia d'Italia succede qualcosa d'incredibile. E che non dobbiamo dimenticare.
In un momento così drammatico cosa fanno? Una conferenza stampa di presentazione e autoelogio ma poi il decreto non lo pubblicano!
Cosa è successo?

E' successo che il decreto annunciato come “finito” non era pronto!

E quindi sono stati altri due giorni a modificarlo cercando di accontentare tutte le anime del governo e – ma questa è una nostra speranza – di migliorare un testo che, fra i troppi problemi, sicuramente non lascia nulla agli imprenditori e alle partite iva, e purtroppo non solo a loro, se non un'elemosina e, evidentemente, un futuro da disoccupati.

Vi pare possibile? Mentre l'Italia è chiusa in casa e subisce una crisi senza precedenti questi giocano a fare le conferenze stampa per annunciare qualcosa che non hanno pronto.

La vita degli italiani non si limita a un like su Facebook e a due belle parole dette in un . Ci vogliono capacità, serietà e rispetto per chi lavora, per chi produce, per chi nel suo campo manda avanti questa nostra Nazione.

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