Dal Global Compact al neocolonialismo francese. Libero svela come funziona il “pensatoio” di FDI.

Un'inchiesta del quotidiano racconta come nascono molte delle posizioni assunte da Fratelli d'Italia e dal Presidente Nazionale, Giorgia Meloni.

è dedita a una preparazione «maniacale» di qualsiasi posizione politica assuma: «Si tratti di economia o di politica estera come di qualsiasi altra materia, la non farà mai affermazioni nei suoi interventi alla Camera, nelle uscite pubbliche, o nelle ospitate televisive, che non siano il risultato finale di uno studio molto attento».

Lo racconta il quotidiano Libero in un’inchiesta sulla struttura profonda di Fratelli d’Italia, partito che sta raggiungendo record di consensi nei sondaggi.

Nel pezzo firmato da Antonio Rapisarda si ricostruisce il processo pensante che sta dietro e accanto le uscite di Giorgia e il posizionamento di FdI, in grado – dal global compact al neocolonialismo francese col franco Cfa, dal tema delle rete unica delle telecomunicazioni da riportare in mano pubblica alla battaglia per il contante libero – di arrivare a condizionare l’agenda della coalizione di destra-centro così come quella del Parlamento.

Uno dei forni di questa fucina è rappresentato dai dipartimenti tematici. Sulla carta sono previsti in tutti i partiti ma la li ha strutturati in maniera certosina con il cosiddetto “parlamentare per materia”. Il motivo è chiaro: se si tenta di coprire il territorio nazionale con un rappresentante eletto, si fa lo stesso per i contenuti. «La scelta dei responsabili è essa stessa un’idea, una soluzione», spiegano da via della Scrofa.

E una precisa scelta della Meloni – scrive ancora Rapisarda – è anche l’inedito Ufficio studi che si richiama a una prassi che si ripete, immutata, dall’inizio degli anni ’90. Quale? Quella che vuole un nucleo di persone dedicato prevalentemente all’elaborazione politica, strategica e culturale mentre tocca alla leader poi – coadiuvata da un ristrettissimo gabinetto – fare sintesi. Un meccanismo oliato fin dai tempi dei calzoni corti: «Prima lo facevamo negli scantinati delle sezioni del Fronte della Gioventù e del Msi, poi diventate di An: lì si svolgeva un grande lavoro, con tesi di avanguardia, nonostante le pochissime possibilità di portare tutto ciò sul piano pubblico».

Oggi – con ben altri palcoscenici – «la stessa cosa avviene dentro il cuore delle istituzioni: al secondo piano dei gruppi del Senato», racconta ai microfoni di Libero, Giovanbattista Fazzolari, responsabile del programma di FdI, senatore da sempre vicinissimo alla Meloni.

È lui ad animare – con l’aiuto dell’economista Francesco Filini chiamato a coordinare il gruppo – l’ufficio studi di Fratelli d’Italia. Realtà sempre più citata da alleati e non, e così produttiva da portare la stessa a bacchettare il premier Conte sul fatto di non aver fornito i dati statistici dell’incremento di mortalità durante la crisi del Covid-19 nelle diverse province italiane: «È possibile – lo ha rimproverato in Aula – che sia arrivato per primo a fornire questi dati il nostro ufficio studi che non il governo con le sue task force?».

Leggi l’articolo integrale su Libero.

FonteLibero
Ulderico de Laurentiishttp://www.uldericodelaurentiis.it
Direttore Responsabile de "La Voce del Patriota". Giornalista Pubblicista, laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa con un Master in Comunicazione Multimediale. Militante della destra politica fin da giovanissimo, appassionato di Cybercultura, osservatore curioso dell'Alt-right americana, cultore di Enogastronomia. "Per aspera ad astra"
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