Dalla stampa di sinistra l’ultima lezione di arroganza: pur di attaccare FdI prendono per i fondelli gli sport “minori”.

Il Domani, giornale di De Benedetti, megafono della sinistra nostrana, dopo gli esiti infelici delle elezioni, oggi è a caccia di macchie sui curricula dei deputati di fdI. Perché se l’avversario, per loro “il nemico”, non sei stato in grado di batterlo nelle urne, lo devi screditare, ti devi rendere strumento di costruzione di un immaginario in cui la destra rigurgita fascismo, è torva, ignorante e bellamente inadeguata al mandato che milioni di italiani le hanno conferito.

Oggi, nel primo periodo post elettorale, la disposizione d’animo dei giornaloni di sinistra è questa: si cerca di screditare o, se non vi si riesce, di ridicolizzare la destra.

Tuttavia, quando si tenta di raggiungere i propri scopi con ogni mezzo spesso si tende a forzare la mano ed a tirare la corda sino allo sfinimento. Può dunque capitare che la corda si spezzi e che si prendano delle toppe clamorose. E’ questo il caso di un recente articolo comparso sul giornale in questione, in cui si dileggiano alcuni neo eletti di FdI, partendo da disamine parziali e strumentali dei loro curricula.

Il pezzo titola “I conservatori di FdI in parlamento tra libri di destra e talent“, e contiene al suo interno degli ironici riferimenti alle storie professionali di alcune nuove leve della pattuglia meloniana alla Camera. Tuttavia, ciò che balza all’occhio, in disparte le omissioni strumentali e le forzature contenute nel pezzo, è il riferimento volutamente sarcastico alla “palla tamburello”.

Il solerte detrattore infatti, nel riassumere (male) in tre righe l’esperienza professionale di una neo eletta di FdI, estrapolata  peraltro da un cv che è pubblico e pubblicato sul sito della Camera dei Deputati, afferma con sarcasmo che: “nel suo curriculum uno dei punti qualificanti è il ruolo di componente della Corte sportiva d’Appello della Federazione della Palla Tamburello”.

E ci si chiede, se la stessa avesse riportato sul cv un ruolo simile nella Federazione Italiana Gioco del Calcio? Lo avrebbero menzionato ugualmente con dileggio tra le esperienze professionalmente poco qualificanti”?

No.

Perché il blasone prima di tutto.

Ebbene, occorre rammentare a chi ha inteso bullizzare la categoria, che le federazioni di sport cosiddetti “minori” svolgono un ruolo fondamentale e irrinunciabile nella società e tengono vive pratiche sportive che altrimenti si disperderebbero. Sport meno seguiti non hanno introiti e devono essere sostenute e valorizzate, non sono appetibili per gli sponsor, che si orientano sugli sport di maggior fama, hanno sempre meno fondi e fanno fatica a portare avanti nell’agone delle competizioni i giovani che decidono di praticarli. Tuttavia spesso producono splendidi talenti, a suon di fatica, col sudore della fronte, senza denaro e con tanta dedizione.

I numeri e i dati del CONI parlano chiaro anche rispetto alla necessità di dare sostegno alle discipline “minori”, così come parlano chiaro rispetto allo stimolo che piccole federazioni sono riuscite a garantire ai nostri ragazzi, martoriati da due anni di pandemia, che spesso dalla pratica sportiva hanno trovato motivo di rinascita fisica e psichica.

Ma la sinistra non trova altro di meglio da fare che mettere in burletta la palla tamburello, perché sarebbe un demerito per un avvocato fare parte dei suoi organi di giustizia, per i quali, peraltro, non si percepisce alcun compenso o gettone.

E qui si coglie tutta l’arroganza della gauche caviar, avvezza a prendere le parti dei pesci grossi ed a mandare al macero i piccolini. Emerge da quelle poche righe, tutta la distanza dal mondo reale, che ha portato le classi più deboli e marginalizzate a riconoscersi in una destra che è rimasta con i piedi per terra e che ha saputo interpretare i problemi delle persone. Emerge la spocchia di una sinistra abituata a stare al calduccio, nella propria area di confort, coccolata dal calore del potere, che non ha visto come e quanto la società sia cambiata e come e quanto il popolo si sia sentito abbandonato a se stesso. Emergono prepotenti, tutti insieme, all’unisono, i motivi per cui questa sinistra, spalleggiata dai suoi maitre a penser, abbia perso così sonoramente la tenzone elettorale e quanto mal digerisca la democrazia.

Se la palla tamburello non è ricca non è una colpa, se non è nell’olimpo degli sport nazionali non è un demerito, ma evidentemente, per qualcuno, dignità e legittimazione si acquisiscono solo col danaro. Ricordalo gioverà a questa sinistra malata che ha smarrito ogni obiettivo tranne quello, fine a se stesso, della conservazione del potere.

Leo Valerio Paggi
Leo Valerio Paggi
Leo Valerio Paggi per La Voce del Patriota.

1 commento

  1. Certa gente ormai non ha più argomenti da decenni: una sinistra italiana che non si sa nemmeno cos’è? … Davvero: che roba è? Che hanno di sinistra? Niente. Fossero almeno di sinistra, uno potrebbe pure capirli, ma così ipocriti… Si commentano da soli.

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