Dalla tutela dell’ambiente dipende il nostro futuro. FdI da Milano lancia la sfida per un ambientalismo che coniughi crescita e sviluppo.

“È indispensabile tutelare l’ambiente da cui dipende il nostro futuro, ma c’è bisogno di un ambientalismo non soltanto predicato, ma anche praticato”. Così Sergio Berlato, europarlamentare di Fratelli d’Italia, aprendo i lavori del tavolo “Ambiente e Futuro” della Conferenza programmatica di in corso a Milano.
“L’ambiente è un’opportunità, ha continuato Berlato, la Comunità Europa mette a disposizione molti fondi in questo senso, ma dobbiamo imparare a trasformare i rifiuti in risorsa, come fanno in altri paesi dove portiamo i nostri, a caro prezzo, rivedendoci l’energia prodotta dai nostri stessi rifiuti. Fondamentale in questo senso sarà l’abolizione di quelli che io chiamo Ucas, uffici complicazioni affari semplici”.
Cogliere l’opportunità è anche il messaggio lanciato dal senatore di FdI, Gaetano Nastri, “però dobbiamo capire se l’Italia vuole essere protagonista nel cambiamento globale oppure essere solo una comparsa. Dobbiamo quindi non solo tutelare l’ambiente, ma anche supportare le nostre aziende a rinnovarsi e innovarsi, in particolare sburocratizzando e questa è una delle battaglie del nostro partito”.
“Il clima è modificato, ha continuato Nastri, non lo dice solo la comunità scientifica, ma anche quella istituzionale con 195 paesi che hanno sottoscritto un accordo importante. A livello europeo è stato varato un Recovery Plan, ma dobbiamo capire se questo piano è ancora attuale alla luce delle recenti questioni di cronaca”.
Dall’Europa all’Italia con Antonello Rizzi (dottore di ricerca in ingegneria della comunicazione e dell’informazione, Sapienza Università di Roma) che ha sottolineato “la necessità di affiancare sistemi di accumulo a quelli di produzione dell’energia. L’idrogeno di certo è uno di questi. Parallelamente poi bisogna investire sulle infrastrutture per sostenere questo sviluppo”.
Produrre energia, quindi, in particolare rinnovabile per lo sviluppo del Paese, ma “abbiamo bisogno di iter autorizzativi più snelli e veloci, non possiamo aspettare 7 anni per iter autorizzativi per impianti di produzione di energia sostenibile – ha ricordato Alessandro Pierantoni (imprenditore agroenergetico, coordinatore tecnico GAIA Energia) -. Abbiamo aziende che chiudono per il costo dell’energia e, come ho ribadito anche al Ministro Patuanelli, escono bandi che rischiano di andare deserti perchè si vincola per esempio la bonifica dei tetti agricoli alla rimozione di amianto o all’autoconsumo”.
Non solo energia ma pure economia circolare che come ricorda Fabrizio Martinelli (chimico, già presidente Ordine Chimici e Fisici Lazio, Umbria, Abruzzo e Molise) “è cavallo di battaglia di molti partiti, ma ricordo che è un fine, un mezzo, per facilitare l’azione delle aziende dei riuniti affinchè si possa riutilizzare un rifiuto. Infatti esistono tecnologie per il recupero del 100% della parte recuperabile di un rifiuto, ma non lo diciamo per non andare controcorrente. Il vero problema è che non esistono gli impianti di trattamento della differenziata a valle perchè siamo vittima della teoria del nimby, non nel mio giardino. Così ci ritroviamo senza impianti di trattamento ed ancora a parlare di discarica perchè abbiamo una mole di rifiuti che non sappiamo dove mettere”.
Richiamo alla realtà anche per Gian Piero Joime (docente di economia dell’ambiente e del territorio, Università Guglielmo Marconi Roma) per il quale “siamo schiavi di teorie retoriche. Vanno benissimo tutte le transizioni ecologiche ma devono consolidare le nostre tradizioni, perchè se no si parli di sostituzione. Ci siamo purtroppo accorti di essere dipendenti da pochi fornitori di gas e petrolio con le conseguenze sui costi noti a tutti. Smitizziamo l’immaginario verde che ci ha incastrato in determinati meccanismi. Quando si parla di energie rinnovabili bisogna pensare ai componenti che servono nel processo e che siamo diventati installatori di tecnologie altrui”.
Redazione
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La Redazione de La Voce del Patriota

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