Ddl Zan. Drago (FdI): tema disabilità inserito per racimolare voti e consenso. Su piani formativi liberatoria famiglie sia a progetto

“Per il ddl Zan ben si attaglia l’espressione ‘il pensiero ingabbiato nel penale’, a conferma di un provvedimento che rischia di comprimere e mettere in pericolo la libertà di pensiero e la libera espressione. Diversi sono gli aspetti di criticità, ad esempio il tema dei progetti formativi legati al varo di questo ddl e all’organizzazione da parte delle scuole di ogni iniziativa in tal senso. Su questo sarebbe necessario prevedere un meccanismo di liberatoria a progetto e non triennale, proprio per consentire alle famiglie una maggiore attenzione alla luce dei temi delicati che solleva questo ddl. Poi c’è la questione della disabilità, che è presente in questo provvedimento ma francamente si tratta di un riferimento frettoloso, parziale e senza dubbio fatto più per un fattore emotivo e per racimolare voti e consenso che altrimenti difficilmente sarebbero giunti. Insomma, il nostro giudizio rimane fortemente negativo”.
Lo ha detto in Aula la senatrice di Fratelli d’Italia, Tiziana Drago, nel corso della discussione generale sul ddl Zan.

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