Ddl Zan e femminicidio

L’ intervista con nothing4 ha posto l’accento su una non banale riflessione, riguardo l’estensione del diritto dell”identificativo di genere anche in persone che non hanno effettuato una transizione. Nella riflessione è emerso soprattutto l’aspetto di come le persone che invece hanno effettuato questa la transizione possano sentirsi svilite nel loro percorso a fronte di persone che si identificano in un particolare genere solo per “sensazione”. Ho riflettuto molto attorno a questo punto e ho deciso di spingere l’aspetto alla sua più estrema manifestazione : come si dovrebbe comportare la legge quando viene a confrontarsi con casi come il femminicidio, quando un uomo che si “sente” donna compie un delitto contro le donne? Il femminicidio il cui neologismo è su carta “l’omicidio doloso o preterintenzionale in cui una donna viene uccisa da un individuo di sesso maschile per motivi basati sul genere” oltre ad essere un definizione specifica è stata anche una battaglia portata avanti per valutare le “aggravanti” della pena connessa a questa tipologia di reato. Una legge che estenda il diritto legato al genere anche in soggetti privi del processo di transizione è pronta ad affrontare non solo i diritti, ma anche i doveri e le pene connesse a tali individui? perché parliamoci chiaro l’assenza di un parametro oggettivo per stabilire il genere di appartenenza, e l’estensione di questo concetto a chiunque si “senta in un modo” piuttosto che in un altro, risulta fallace sotto moltissimi aspetti. Un bravo avvocato potrebbe tranquillamente appellarsi a queste normative quantomeno confuse per alleggerire la pena del proprio cliente. E soprattutto una legge così poco strutturata non rischia di togliere legittimità a battaglie perpetuate negli anni, sostanzialmente dalle stesse categorie sociali che oggi premono nella direzione del Ddl Zan senza considerare che tutto questo potrebbe in qualche modo entrare in conflitto con ciò per cui si è lottato tempo prima? Il mio tentativo è quello di sviscerare la qualunque questione sociale connessa alla richiesta di questa legge, esaminarne qualunque aspetto, qualunque manifestazione potrebbe presentarsi. Questa riflessione non mi è apparsa assolutamente secondaria, anche se già so che l’osservatore si fermerà solo a quanto è disegnato, mi piacerebbe per una volta che la riflessione si spingesse oltre… ma già so, che questo ennesimo cortocircuito ideologico susciterà l’indignazione di molti che faranno finta di non aver capito lo scopo descrittivo della vignetta.
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