Ddl Zan. Rauti (FdI): è grimaldello per affermare ideologia gender in Italia

“Lo scopo principale del ddl Zan non è quello dichiarato della tutela delle vittime delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale, principio condivisibile e già previsto nel nostro ordinamento. La finalità ulteriore è ben altra”.
Così la senatrice Isabella Rauti, Responsabile del Dipartimento Pari Opportunità, Famiglia, e Valori Non Negoziabili di Fratelli d’Italia, nel corso del convegno organizzato dall’associazione Pro Vita per presentare il “Report sulle violazioni delle libertà fondamentali causate dalle leggi sull’omotransfobia” in sala Nassirya al Senato.
“Da un’analisi più attenta dell’articolato del disegno di legge emerge, infatti, con chiarezza la portata ideologica dell’operazione ed anche il potenziale rischio rispetto alla libertà di pensiero e di espressione di chi dissente. Inoltre, il perimetro del nuovo reato che si vuole introdurre, quello di omofobia, è descritto in modo labile ed indefinito, lasciando – quindi – ampia discrezionalità al giudicante; ed è difficile prevedere fino a che punto potrebbe spingersi il giudizio sanzionatorio rispetto all’affermazione delle proprie opinioni, ad esempio sulla maternità surrogata, le adozioni gay, i diritti dei bambini ad avere un padre ed una madre e che non ci sono ‘persone incinte’ ma che solo le donne partoriscono. Un altro aspetto molto critico è quello sull’identità di genere. Tale aspetto non solo porta nelle aule dei tribunali tutti quelli che non si allineano al pensiero gender, ma soprattutto coinvolge i luoghi dell’istruzione, dell’educazione e della formazione, togliendo ai genitori la libertà di scelta educativa per i propri figli” ha proseguito Rauti.
“Assistiamo, in paesi come la Germania e in altri in cui sono in vigore leggi simili al ddl Zan, ad arresti di genitori ‘rei’ di non aver fatto frequentare ai propri figli discutibili corsi sull’autodefinizione di genere e sull’indifferenza sessuale. È sempre più evidente che l’obiettivo di questa legge sia l’imposizione dell’ideologia gender fluid che conduce verso una infinita molteplicità di generi. Prevedendo come principio base la ‘percezione’ della propria identità sessuale e un’autodichiarazione per definirsi uomo o donna o altro non binario, si aprono questioni immense con ricadute imprevedibili come – a titolo di solo esempio – nella pratica sportiva agonistica in cui i transgender uomini possono competere nei settori femminili. Questo Disegno di Legge, vuole punire come reato di odio chi non si allinea al pensiero unico; insomma è un grimaldello per affermare in modo pervasivo l’ideologia gender e Fratelli d’Italia continuerà a battersi, nelle sedi parlamentari e nelle piazze, perché non venga approvata” conclude la vicepresidente vicario al Senato di FdI.

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