De Luca, Foti (FdI): meschino contro Don Patriciello

“Che De Luca ami ergersi a moralizzatore appare ormai evidente, ma il carattere caricaturale e grottesco del suo fare, che neanche Gadda poté anticipare, apre scenari sconosciuti e a tratti maldestri. Nel suo disperato tentativo di sbeffeggiare una riforma epocale per la nostra Nazione, a cui questo governo sta lavorando- quella del premierato- senza entrare nel merito politico della questione, ma adducendo solo critiche sconclusionate, commette un clamoroso autogol: prendere di mira Don Patriciello, da sempre in prima linea nella lotta alla camorra e alla , sotto scorta da anni, ne dimostra tutta la meschinità e miseria umana che purtroppo non ci stupisce più. A De Luca, che giornalmente alza il sipario dei social e inscena monologhi imbarazzanti, dimostrandosi a tutti gli effetti “un personaggio in cerca d'autore”, ricordiamo che il decreto Caivano del è il primo atto concreto che sia mai stato assunto per liberare una terra inquinata da mafia e degrado per la quale De Luca stesso, troppo impegnato da sagre varie ed esibizioni improbabili da propinarci giornalmente, non ha mai mosso un dito. Gli consigliamo un flusso di coscienza e aspettiamo fiduciosi scuse pubbliche rivolte ad un uomo di Dio che da anni lotta veramente contro la criminalità, a cui va la nostra solidarietà e sostegno. Se non fosse sufficiente, consigliamo al governatore anche la lettura della Coscienza di Zeno: almeno lì alla fine c'è la consapevolezza di un profondo disagio personale”.

Lo dichiara Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d'Italia alla .

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