De Priamo (FdI): “Su scontri Sapienza la sinistra difende gli aggressori intolleranti”

“Anziché condannare la violenza senza se e senza ma e difendere il diritto di qualsiasi cittadino o associazione a poter svolgere liberamente le proprie iniziative, come quella regolarmente autorizzata e indetta ieri dagli studenti di Azione Universitaria della Sapienza, la sinistra preferisce stracciarsi le vesti in una inverosimile e grottesca difesa degli aggressori intolleranti, che hanno fatto di tutto per impedire che il convegno universitario si svolgesse solo perché organizzato da studenti di destra”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Andrea De Priamo.
“La cosa più grave, poi, è il violento attacco verbale che da ieri continua a essere portato avanti contro le forze dell’ordine intervenute per evitare che la situazione all’interno dell’Ateneo romano degenerasse e, a rischio della propria incolumità, hanno operato per garantire l’ordine ed evitare che l’iniziativa dei collettivi si tramutasse in una caccia all’uomo contro i ragazzi di Azione Universitaria. Avremmo preferito sentire parole di ferma condanna contro la violenza e contro chi si arroga il diritto di stabilire chi possa o non possa parlare all’interno di un Ateneo, che in quanto luogo della più alta formazione culturale, dovrebbe essere anche il luogo in cui la tolleranza e il dialogo trovano naturalmente dimora. Esprimiamo massima solidarietà agli studenti oggetto della vergognosa caccia. E massima solidarietà agli uomini e alle donne delle forze dell’ordine, che hanno garantito il diritto di libera manifestazione del pensiero, e su cui è indegno riversare attacchi politici strumentali o responsabilità che stanno totalmente in capo a chi vuole impedire a qualcuno di esprimersi liberamente. Auspichiamo che il clima di odio che si è alimentato in campagna elettorale cessi e che l’intolleranza e la violenza fisica non diventino strumenti di confronto politico contro chi sostiene il Governo Meloni. In anni bui della storia repubblicana abbiamo pagato un tributo troppo alto di sangue tra giovani impegnati politicamente, a destra come a sinistra, e caduti vittime della violenza politica. Dai drammi che abbiamo attraversato occorre trarre insegnamenti, per non commettere più errori simili”.

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